Vip mio CARO vip

 

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Ci voleva il tetto dei compensi agli artisti per avvertire le “star” che vanno in onda grazie alla RAI e che sempre grazie alla RAI raggiungono milioni di persone nonostante dicano e facciano le stesse cose e gli stessi programmi da tanti troppi anni.

Ora i VIP -acronimo di portafoglio veramente importante- vedendosi minacciati i loro enormi compensi cominciano a blaterare di controllo della politica, di rischio concorrenza, di servizio pubblico allo sbando senza comprendere minimamente il significato delle loro vuote ma interessatissime parole.
Non si ricorda infatti una domanda sul futuro della RAI a qualche premier o politico passato di lì per caso o una presa di posizione frutto della responsabilità morale e del prestigio di andare in onda sulle reti RAI.
Poi arrivano i Michele Serra che, vestendo la maglietta del peggior indignato “populista”, dice su Repubblica cose che abbiamo sempre sostenuto e su cui naturalmente concordiamo ma che ci sembrano più parole in difesa del suo amico Fabio Fazio, pugnalato dal cameriere Anzaldi nel salotto buono di “Che tempo che fa”, che una vera richiesta di cambiamento.

Certamente gli esagerati compensi non sono frutto di un mercato, come ci vogliono far credere, ma sono frutto di pesanti accordi con i vari “manager brava gente” ed esperti del codice “venale” che impongono appunto prezzi fuori da qualsiasi mercato, cifre del tutto autoreferenziali uscite da segreti accordi e prepotenti tradizioni feudali diventate prassi.

Come giustifichiamo, ad esempio, il milionario cachet dell’ Antonellina nazionale che come fa un programma diverso da “Villa Arzilla Prova del Cuoco” raccoglie ascolti degni di una piccola sagra di paese? Anche quando interruppe la conduzione della Prova del Cuoco, a causa di problemi di salute, gli ascolti non si abbassarono ma anzi, con Claudio Lippi, seppero anche rialzarsi di qualche punto insegnandoci che l’idea sopravvive spesso, e per fortuna, al conduttore.

Ci sono poi le STAR, quelle vere, quelle che vivono sotto la soglia di povertà ma che, come eccellenti soldati, onorano i punti del contratto di servizio sapendo fare una TV di qualità; sono gli invisibili, quelli che se venissero a mancare allora si sarebbe un danno per la RAI. I nomi per fortuna sono tanti, nonostante molti siano stati cacciati, e guai a chi ce li tocca!

Quindi alla fine che fare: tetto si o tetto no?

Ci scappa da suggerire al nostro caro AD, di prendere spunto da un autorevole report della BBC sul piano di tagli dei compensi ai top talent -loro si che ce li hanno i piani e li attuano pure!-.


(
http://downloads.bbc.co.uk/bbctrust/assets/files/pdf/review_report_research/managing_talent/managing_talent.pdf).

Nel documento si evince che in 6 anni i contratti compresi tra il milione e i cinque milioni di sterline sono stati ridotti del 76% senza avere una significativa emorragia di personaggi “illustri”, anzi, con i soldi risparmiati si sono cercati e formati nuovi talenti fedeli alla linea editoriale della TV PUBBLICA INGLESE.

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Il report si conclude con una slide dove si afferma che la BBC, pur non avendo un potere di mercato eccessivo, ha una tale credibilità e riconosciuto prestigio da attirare nuovi talenti disposti a lavorare per meno soldi rispetto al cosiddetto mercato.

Si tratta caro AD Campo dall’Orto di aumentare il potere contrattuale della RAI ritornando a quell’autorevolezza che ci ha sempre contraddistinto ma che invece alcuni suoi improbabili predecessori hanno smontato pezzo pezzo.

Infine, da lavoratori senza contratto dell’azienda RAI mal sopportiamo le lamentele delle nostre cariatidi catodiche, siamo convinti che la RAI possa fare a meno dei Guardì, Vespa, Fazio, Clerici e “compagnia presentando” senza subire duri colpi, ma ci rendiamo anche conto che forse, se guidati da autori seri e professionali, magari interni, i nostri potrebbero ancora essere utili al servizio pubblico.
Per questo chiediamo loro di rimanere con noi ma con compensi più bassi, e rispettosi di un’azienda che vive sopratutto di soldi pubblici.

Paolo Borsellino si domandava spesso: “A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato.”

Cari VIP voi ve lo fate mai l’esame di coscienza prima di andare in onda sulle reti della nostra RAI?

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