Un, due, tre fa il regista…

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Un, due, tre fa il regista…

E alla fine è andata in onda regolarmente la seconda puntata del programma con Fiorella Mannoia “Un, due, tre Fiorella”. La regia è stata realizzata da un nostro collega RAI, aiuto regista, e non dal regista ufficiale Cristian Biondani perché quest’ultimo  è stato chiamato alla corte del dorato imperatore RAI Fabio Fazio per curare i dettagli della regia di “Che tempo che fa”.

La Rete Uno ha saturato l’utilizzo del personale esterno, evidentemente non aveva altri registi esterni da far lavorare al punto che si è trovata costretta a piegare le norme del contratto di lavoro e consegnare la costosa regia del sabato sera ad un meno costoso dipendente RAI.
Nonostante il percorso ad ostacoli inventato dagli autori del programma, forse per mettere in difficoltà il nostro collega, il programma è stato un successo di pubblico. Il direttore di RAI UNO, sempre impegnato a ringraziare tutti su twitter, si è dimenticato di ringraziare il valido aiuto regia RAI che ha salvato con successo la serata di RAI UNO. Del resto twitter ha un margine di 140 caratteri e la maggior parte sono utilizzati per citare le varie Magnolie, Ballandi, Endemol, ecc.

Infine un, due, tre domande…

Uno: Biondani riceverà lo stesso il compenso per la seconda puntata non realizzata? La RAI è solita pagare anche i lavori non svolti?

Due: Non era il caso di affidare il programma della Mannoia ad un altro regista (magari RAI) dato il carico di lavoro richiesto a Biondani dalla RETE UNO?

Tre: Rispettare un po’ di più il codice etico e il contratto di convenzione circa l’utilizzo delle professionalità RAI è chiedere troppo alla solipsistica direzione di RAI UNO?

Non pretendiamo una sanzione – riservata solo ai piccoli miseri dipendenti – ma almeno un minimo di vergogna per la pessima gestione del personale, interno ed esterno, no?
In Rai alberga da troppo tempo una insopportabile zona franca a spese dei cittadini…

Buona visione con i programmi di RAI UNO…

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