Tapeless

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Ci sono voluti miliardi di chilometri di nastro magnetico perché in RAI qualche dirigente illuminato pensasse di passare a tecnologie disponibili da decenni per la trasmissione e conservazione dei prodotti multimediali.
Quando nei reparti tecnologici discutono di formati di registrazione, switch di rete e video su IP sembra di ascoltare un racconto di Philip K. Dick, è come in un sogno, una realtà paurosamente virtuale. Purtroppo però non sono mai chiare e trasparenti le intenzioni reali della dirigenza della PRODUZIONE TV e soprattutto non sembrano esserci INVESTIMENTI capaci di realizzare adeguatamente quanto sognato.

La triste realtà mostra regie mobili HD ferme ai box, gare tendenti al ribasso, burocrazia melmosa ed esternalizzazioni selvagge. Sono le paludi dove tutto si ferma mentre fuori il mondo reale corre veloce. Tutto questo mentre il piano industriale dell’accoppiata Dall’Orto-Orfeo è diventato il PIANO PIANISSIMO anzi il PIANO FERMISSIMO!

Un esempio di mancata pianificazione dei processi industriali è data dal problema concreto di trasferire le trasmissioni registrate su file dallo studio di produzione alle aziende di montaggio in esterno. Attualmente non è possibile farlo se non trasportando fisicamente gli HARD DISK dai centri di produzione alle salette esterne con conseguenti costi e rischi. 
Siccome poi le salette di montaggio esterno sono la stragrande maggioranza, ci chiediamo chi siano quei geniacci di dirigenti RAI che non hanno saputo organizzare questo importante FLUSSO DI LAVORO.
Perché la RAI non investe in personale e tecnologie per ridurre il ricorso al montaggio in appalto dato che l’infrastruttura non permette di trasferire file all’esterno se non intasando le strade dell’Italia di obsoleti Hard Disk?

12.000 dipendenti e i montatori sono pochi ?
Poche le salette di montaggio?
Trovate l’errore…è scoprite l’ORRORE!

A ben ricordare, una istruttoria avviata da RAI nel 2013 ha fatto deliberare dall’AG COM il provvedimento n° 25489 del 22 maggio 2015 che ha sanzionato 22 società di montaggio (vedi foto) per violazione della libera concorrenza e delle leggi di mercato. In buona sostanza, secondo l’AGCOM avevano creato un cartello per gonfiare i prezzi dei servizi a scapito di RAI e dei contribuenti.

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Anche se poi quella sentenza fu annullata dal TAR a nessuno è mai venuto in mente di ridurre il ricorso agli appalti delle società di montaggio che inoltre hanno dimostrato di saper imporre le loro volontà ad una Rai succube di sé stessa.

Oltre al TAPELESS sarebbe ora di ricorrere all’APPALTLESS. 
Il progetto della MEDIA COMPANY e del PIANO PIANISSIMO INDUSTRIALE la prevede questa coraggiosa INNOVAZIONE?

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