SERVIZIO PUBBLICO RAI, ALLORA E’ POSSIBILE!

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La RAI è trattata da chi l’amministra come un’anziana signora a cui non si può più chiedere di fare quello che faceva in giovinezza, il Servizio Pubblico. Viene considerata non più autosufficiente e per questo per ogni trasmissione che realizza le viene affiancata una società di produzione o un regista esterno che le fanno da badante. Ma sappiamo benissimo che quando le viene permesso la RAI ha tutte le energie necessarie per fare in autonomia e senza costose ed ingiustificate “stampelle” quello per cui è nata.

In RAI infatti esistono dei modelli virtuosi e di successo che dovrebbero essere presi come esempio ma invece vengono soffocati e relegati a nicchie fastidiose. Vi sono trasmissioni ad esempio come il programma “CHI L’HA VISTO” che hanno un importante riscontro di ascolti, che alzano consistentemente la media della RETE e compensano i disastri del martedì sera provocati dagli invasori barbarici di RAI TRE.
Il programma “CHI L’HA VISTO” è diretto da una regista RAI, molto stimata e apprezzata. Scenografia disegnata interamente da un bravo scenografo RAI, conduttrice interna. Insomma un modello economico ma funzionale e pienamente rispondente ai parametri indicati dal CODICE ETICO, dal CONTRATTO DI SERVIZIO e dal defunto Contratto Collettivo di Lavoro.

Un’altra perla è il programma “IN MEZZ’ORA”, diretto magistralmente da un bravissimo regista interno che nel tempo ha saputo valorizzare il programma, conquistare la fiducia della conduttrice e motivare le varie figure professionali. La veste grafica per la trasmissione è stata ideata e realizzata da una collega RAI che grazie alle indicazioni del regista ha prodotto una nuova linea grafica approvata e apprezzata dalla costosissima DIREZIONE CREATIVA. Nulla è dunque impossibile per i dipendenti RAI e sono lì a disposizione di quei “GENIACCI” di amministratori del fumosissimo settimo piano di viale Mazzini.
Basterebbe utilizzarli nella stragrande maggioranza delle trasmissioni invece di affidarsi a onerosi appalti e contratti di consulenza che nulla aggiungono al valore del prodotto! Perché guardare sempre fuori e puntare sugli stessi fallimentari nomi quando all’interno ci sono 12.000 dipendenti pronti a fare il loro dovere se solo avessero davanti manager capaci di gestirli? Sono solo due piccoli esempi delle decine di trasmissioni di cui potremmo scrivere ma di cui nessuno parla perché sono programmi relegati alla seconda, terza o quarta serata. Quella che non muove i soldi, quella che non ha mance da spartire!

La mediocre RAI MEDIA COMPANY potrà diventare RAI SERVIZIO PUBBLICO MULTIMEDIALE quando si avrà il coraggio di rinunciare alla pratica di distribuire i proventi del canone a società esterne e oscuri personaggi, investendo invece in uomini e mezzi interni. E’ opportuno individuare DIRIGENTI capaci di amministrare seriamente questa azienda, magari con concorsi pubblici internazionali come avviene ad esempio per la ricerca dei componenti dell’orchestra sinfonica della RAI. Ci vogliono amministratori che sappiano valorizzare e comprendere le risorse umane e professionali che sono già presenti al suo interno. Manca però la volontà a causa di ordini precisi che vogliono una RAI sempre meno pubblica e sempre più TRAGICAMENTE PRIVATA!

Ad maiora prima che sia troppo tardi…
#Rai

www.indignerai.it

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