Se “La fantasia è un posto dove ci piove dentro” (Italo Calvino), la Rai è il Regno della Fantasia…

dear

La #RAI fa talmente tanta acqua da tutte le parti che pare essere diventata un distillato del nobile liquido aromatizzato al profumo di soldi pubblici che se ne vanno. Non si fa mancare nulla e dopo l’invasione delle vallette, delle marchette, delle mezzecalzette ed ogni sorta di cavallette è diventata ispiratrice delle più esilaranti barzellette. L’ultima barzelletta racconta di alcuni studi televisivi che dopo essere stati profumatamente pagati e ristrutturati si trasformano con due gocce di pioggia in piscine olimpioniche.

Come?

Questa barzelletta non vi fa ridere ? Non sappiamo a voi, ma a noi fa venire le “lacrime agli occhi”.
La DEAR, grande complesso televisivo in Roma, è da qualche anno di proprietà RAI grazie ad un oscuro acquisto orchestrato da potenti dirigendi Rai che chiusero la trattativa di compra vendita per la strabiliante cifra di 50,5 milioni di euro. Dieci in più della perizia Cappon, pagati alla Studi Dear srl, controllata da una società anonima lussemburghese. Il contratto non è mai stato sottoposto al consiglio di amministrazione dell’epoca, del resto allora non si parlava di trasparenza, ora invece se ne parla e basta. (http://www.corriere.it/…/investimenti-gonfiati-affari-dirit…)

La Rai dunque prese tutto il “pacchetto” senza imporre alla società lussemburghese di ripristinare le condizioni minime di agibilità, ritrovandosi con una struttura colabrodo ormai non più conforme con le aumentate norme vigenti.
Il giorno dopo la sottoscrizione del contratto di vendita, cellule silenti di RLS, ASL e i Vigili del Fuoco si sono risvegliate ed hanno riacquistato la vista segnalando le decine di magagne della struttura. Si scoprì cosi quello che si era sempre saputo ma che se denunciato per tempo avrebbe fatto crollare il prezzo pagato dalla Rai alla proprietà venditrice. Amianto, scarsa sicurezza strutturale e l’annoso problema che da sempre flagellava gli studi della DEAR, ossia diverse infiltrazioni di acqua che, nei periodi più piovosi rallegravano l’ambiente facendo sbocciare decine di secchi colorati in diversi punti dello stabile tra un figurante anziano e l’altro.
Fu dunque decisa la chiusura dell’insediamento per procedere ad una approfondita e dispendiosa ristrutturazione durata dal 2015 al settembre del 2017. Due costosissime stagioni produttive in cui tutti i programmi, precedentemente realizzati alla DEAR, vennero spostati a Cinecittà per la modica cifra complessiva di circa cinque milioni e mezzo di euro. A questi costi vanno aggiunti altri affitti pagati per gli studi Voxson e De Paolis.

Nel frattempo, si svolse una gara per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione degli edifici della DEAR e, secondo le nuove leggi sugli appalti, venne incaricato un RUP (Responsabile Unico Procedimento), ossia colui che controlla che le procedure di gara siano effettuate secondo le leggi vigenti ed un DEC (Direttore Esecutivo del Contratto), che è la persona incaricata affinché quanto sottoscritto nel contratto stipulato venga rispettato.

Un articolo di Sara Nicoli sul Fatto Q. 
http://www.ilfattoquotidiano.it/…/rai-amianto-nella…/935091/) ci racconta di un contratto costato 15 milioni di euro per il rifacimento e la messa in sicurezza degli edifici. La barzelletta si conclude con gli allagamenti della scorsa settimana. Prima dei lavori entrava qualche goccia mentre ora entra negli studi tutta la nuvola di fantozziana memoria. L’acqua caduta dal cielo ha collaudato i lavori e ha fatto affogare la sicurezza e inabissare i preposti aziendali per la sicurezza ma non le nostre domande.

CHIEDIAMO:
-Chi doveva sorvegliare la correttezza dell’esecuzione dei lavori? Perché non l’ha fatto correttamente?
-E’ vero che il rifacimento del tetto non è stato contemplato nel capitolato?
-A cosa serve un contro soffitto ignifugo se poi non si protegge lo stabile dall’acqua piovana?
-E’ stato fatto un collaudo della tenuta del tetto? Dove sono i verbali? Chi li ha firmati?
-Chi ha autorizzato il fine lavori? Chi ha dato l’autorizzazione al pagamento dei lavori?
-E’ vero che la sala regolatori degli impianti elettrici era parzialmente allagata mentre si decideva di andare in onda?
Se è vero: come mai si è deciso di andare in onda lo stesso?
-Le normative sulla sicurezza sono state rispettate da tutta la catena decisionale?
Le RLS e il RSPP (responsabile sicurezza aziendale) dove erano il giorno del nubifragio? E il giorno dopo? Per loro era tutto regolare?
-Come mai questi ultimi non sono stati così solerti nel denunciare quanto accaduto come quando hanno, giustamente, denunciato le irregolarità che hanno determinato la chiusura della DEAR? Ora va tutto bene? E’ tutto in sicurezza? Se si, dove sono i verbali?
-A quanto ammonta il danno di questo sciagurato episodio che rischia di ripetersi?

Lo dobbiamo ammettere questa barzelletta al momento non ci ha fatto ridere neanche con tutta la fantasia di questo mondo ma…ride bene chi ride ultimo!

You may also like...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *