Perché la RAI nega la richiesta di accesso agli atti prevista da ANAC?

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LA RAI NON CONSENTE L’ACCESSO AGLI ATTI ALL’ ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE INDIGNERAI MENTRE L’A.N.A.C., A FIRMA DI CANTONE, ARCHIVIA LE SEGNALAZIONI.
L’ASSOCIAZIONE, ASSISTITA DALL’AVV. VINCENZO IACOVINO, SI OPPONE CHIEDENDO NUOVAMENTE L’ACCESSO CIVICO AGLI ATTI DELLA RAI NONCHÉ IL RIESAME DELL’ESPOSTO E RILANCIA MANDANDO GLI ATTI ALLA CORTE DEI CONTI E ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PER ACCERTARE OGNI RESPONSABILITA’ ERARIALE E PENALE

La denuncia riguarda l’assenza di trasparenza e il divieto di cumulo di indennità di carica e stipendio dei dipendenti e giornalisti che ricoprono cariche negli organi amministrativi e di controllo della RAI e delle sue partecipate.

L’ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE INDIGNERAI ha denunciato i casi noti della giornalista “caporedattrice” e Presidente della Rai – Monica Maggioni- e del giornalista “inviato” e membro del CdA di RAI Cinema Vincenzo Mollica.

La legge è chiara: Coloro che sono legati da un rapporto di lavoro con societa’ a partecipazione pubblica o loro partecipate, collegate e controllate, e che sono al tempo stesso componenti degli organi di governo o di controllo dell’organismo o societa’ con cui e’ instaurato un rapporto di lavoro, devono essere obbligatoriamente collocati in aspettativa senza assegni, deve essere sospesa l’iscrizione ai competenti istituti di previdenza e di assistenza, conservano il solo trattamento economico onnicomprensivo in godimento quali dipendenti oltre il rimborso delle spese. Qualora il compenso dovuto per la carica amministrativa fosse superiore al trattamento economico in godimento quale dipendente la differenza in eccesso deve essere obbligatoriamente riversata all’azienda e confluirà in fondi per il finanziamento del trattamento accessorio o di produttività.

La ratio della norma è la gratuità dell’incarico nel caso in cui siano i dipendenti a ricoprire gli incarichi di amministratore.
RAIBENECOMUNE ha denunciato l’assenza di trasparenza in quanto dai siti istituzionali non risulta, né la Rai lo ha riferito su espressa richiesta, quanti e quali dipendenti ricoprano cariche amministrative e di controllo in seno all’azienda e alle sue compartecipate, il loro collocamento in aspettativa e i compensi corrisposti.

Il “fatto quotidiano” del 27.9.2015 riporta la notizia che l’attuale presidente della RAI Monica Maggioni intasca circa 300.000 euro annui..
È stato segnalato alle competenti autorità che il compenso per la carica di presidente ricoperto dalla giornalista dipendente Monica Maggioni deve fare riferimento al trattamento economico previsto per il suo inquadramento quale “caporedattrice”, che è pari a circa 100.000 euro lordi l’anno e non di certo a quello di direttore di testata che ammonta a circa 240.000 euro annui. Ed infatti l’art.11 del contratto integrativo Rai-Usigrai precisa che, essendo quello di direttore responsabile un incarico a termine, al suo cessare la indennità viene meno, restando in essere solo quello di inquadramento che nel caso di specie è di caporedattrice.

Inoltre è stato denunciato che la Presidente Monica Maggioni percepisce anche l’indennità di carica per ulteriori 60.000 circa, in spregio al divieto di cumulo.
In conclusione a fronte dei circa 100.000 euro lordi annui dovuti la RAI corrisponde alla caporedattrice presidente della RAI Monica Maggioni 300.000 euro. Pertanto la Rai versa in più euro 200.000 annui.
Quanto al giornalista e inviato Vincenzo Mollica, l’unica cosa certa è che non è stato collocato in aspettativa nonostante sia stato nominato membro del Cda di RAI Cinema, mentre non risulta dal sito istituzionale il compenso corrisposto che dovrebbe essere solo quello di inviato.
L’ASSOCIAZIONE RAIBENECOMUNE INDIGNERAI ha denunciato inoltre la presenza di Monica Maggioni nel gruppo italiano della “Commissione Trilaterale” nella sua qualità di Presidente della Rai chiedendo ragione di tale partecipazione e del riferimento istituzionale in una associazione privata.
L’ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE INDIGNERAI si è rivolta alla Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI, all’Autorità Nazionale Anticorruzione, al responsabile anti corruzione e della trasparenza della Rai, al Presidente e legale rapp.te della Rai (che paradossalmente è la stessa Maggioni) al DG Campo Dall’Orto, al Collegio Sindacale, all’INPGI, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica
chiedendo chiarezza e trasparenza su tutti gli altri dipendenti che si trovino in questa situazione di conflitto;
il rispetto della norma e del piano sulla trasparenza, della norma e del piano anticorruzione; l’accertamento e la rimozione di ogni eventuale abuso e conflitto di interessi;
la restituzione di eventuali somme corrisposte e/o percepite indebitamente da dipendenti che ricoprono incarichi negli organi della RAI e sue partecipate;
l’accertamento del collocamento in aspettativa senza assegni e con sospensione del rapporto previdenziale dei dipendenti chiamati a ricoprire cariche in organi sociali;
l’accertamento di eventuali cause di incompatibilità e di decadenza anche sopravvenute, l’avvio e l’adozione di ogni opportuno provvedimento;
l’accertamento di ogni eventuale responsabilità erariale e illecita ai danni delle casse e del patrimonio della RAI e dei cittadini.

E’ stato chiesto alla RAI:
perché il presidente della Rai aderisce ad un a associazione privata denominata la “Commissione Trilaterale”.
Se ha deliberato la propria adesione, presenza e/o partecipazione all’associazione provata denominata “commissione trilaterale”. Nel caso positivo si chiede copia dell’atto deliberativo e gli estremi della relativa pubblicazione.
se partecipare ad associazioni private e nello specifico nella “Commissione Trilaterale” rientra tra gli scopi e gli interessi della società partecipata dallo Stato e concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.
-Se la giornalista e presidente della RAI Monica Maggioni è stata mai autorizzata dalla Rai a spendere il nome dell’azienda che oggi presiede in seno all’associazione “Commissione Trilaterale” o altri soggetti privati. Nel caso positivo si chiede copia dell’atto deliberativo e gli estremi della relativa pubblicazione.
quali informazioni, dati riservati, know-how, conoscenze tecniche, sviluppate e diffuse sono state divulgate a terzi e se vi è stata autorizzazione;
-se è lecito l’uso e la menzione della posizione istituzionale e aziendale e se ciò abbia dato luogo o meno ad un abuso o conflitto di interesse qualora Monica Maggioni aderisca e/o partecipi a titolo personale alla “Commissione Trilaterale”
-se quanto oggetto di segnalazione, peraltro evincibile dai siti ufficiali della commissione trilaterale, concretizza un conflitto di interesse, uno sfruttamento della posizione e/o carica aziendale, -se possa nuocere all’immagine aziendale o se rientra tra gli interessi della società RAI.
Infine di verificare se la condotta della giornalista e del presidente della RAI è conforme o meno ai doveri che è chiamata a rispettare in virtù della normativa anticorruzione e del relativo piano, della normativa sulla trasparenza e del relativo piano, dei doveri che derivano dal codice etico.

L’ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE INDIGNERAI chiede il rispetto delle regole e il ripristino della legalità per tutelare l’interesse dei cittadini che pagano il canone.

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