MENO DI MEZZ’ORA

“Finisco con un saluto e un invito ai colleghi giornalisti e a tutti i dipendenti della Rai: ci sono molte più regole nella nostra professione e in questo Paese di quante ne potrà violare o annullare un qualunque consiglio della Rai. Li invito a rispettare queste regole, che rimangono la base del servizio pubblico e del nostro rapporto, come Rai, con i cittadini. Grazie a tutti.”

Con queste parole, nel maggio 2014 la presidente RAI Lucia Annunziata, si dimetteva da tutte le cariche societarie dopo una lunga ed astiosa querelle con il suo CdA e la Politica nazionale che, ieri come oggi, entrava a gamba tesa nelle scelte industriali ed editoriali della nostra Azienda.

Sono passati oltre 5 anni da quei fatti, al settimo piano si sono succeduti numerosi altri Presidenti, CdA, DG e Direttori di rete e oggi, nel 2019, la Dott.ssa Annunziata, sulla Rete3 di Stefano Coletta, conduce, la domenica pomeriggio, la ProduzioneMezzorainpiu con discreto successo.

Ma “mezz’ora”, ci permetta Dott.ssa Annunziata,
sembra essere il tempo che le è servito per cambiare idea sulle norme aziendali e contrattuali che Lei stessa, a tutti noi, chiedeva di rispettare solo 5 anni fa.

Regole, oggi scritte nero su bianco sul Contratto di Servizio, che prevedono il pieno utilizzo (ed il rispetto!) di tutte le risorse interne e che lei e il dott. Coletta state ancora una volta mortificando nel chiedere l’utilizzo dell’ennesimo regista esterno, in sostituzione di una bravissima regista interna RAI.

Un direttore di Rete, ma soprattutto una ex Presidentessa della RAI, dovrebbero conoscere a menadito il valore e il rispetto che si deve ai vincoli che il Servizio Pubblico è obbligato rispettare. Davvero non vorremmo, come spesso accade, che le trasgressioni a tali regole fossero dettate in qualche maniera da logiche esterne (imposizioni di società di co-produzione o chissà quale altro fattore) perché tutto ciò sarebbe tanto intollerabile, quanto fuori dalla legge.

Siamo ormai al paradosso (se non alla presa in giro): le stesse persone che solo 5 anni fa chiedevano enfaticamente a noi dipendenti il rispetto delle regole, oggi invece, con il placet di un Direttore di Rete, ritengono di poterle infrangere a loro piacimento, in barba perfino al recente richiamo della “Corte dei Conti”, che raccomanda la valorizzazione del personale interno.

Dott. Coletta, più volte abbiamo applaudito al coraggio di alcune sue scelte editoriali, ma ciò non esime questa Associazione nel ravvisare e denunciare il facile utilizzo di risorse esterne sotto la sua Direzione. Sembra ormai essere diventata una (pessima) abitudine e non un’eccezione a cui far ricorso solo dopo aver verificato la disponibilità di tutte le professionalità interne al perimetro aziendale.

Questa volta però, a differenza dei numerosi precedenti, Lei si è spinto oltre e ha disatteso una direttiva formale dell’Amministratore Delegato Fabrizio Salini che “esorta ad una più efficace utilizzo delle professionalità presenti in Azienda”, in ragione di un Contratto di Servizio e di un contenimento dei costi quanto mai doveroso, considerato lo stato delle finanze del Servizio Pubblico.

Considerati gli ottimi risultati ottenuti dalla produzione la passata stagione, le chiediamo Direttore Stefano Coletta:
1) quale motivazione reale ed impellente ha spinto la sua Direzione a sostituire una competente regista interna con un professionista esterno?
2) a quanto ammonta il compenso del regista esterno per la produzione annuale di “Mezz’ora in più“?
3) nel caso in cui c’è l’esigenza editoriale di cambiare il regista, è stato fatto un assestment sulle risorse interne disponibili come recita la recente direttiva dell’AD Salini?

Dove sono gli atti ufficiali che dimostrano la ricerca e la non accettazione di personale interno da parte della Rete3?

Siamo certi che la Direzione di Rai3 risponderà a queste tre semplici domande in un’ottica di collaborazione e trasparenza verso i dipendenti e i cittadini che, sicuramente, ci è dovuta quanto imprescindibile.

È per noi assurdo, quanto pleonastico, ribadirlo proprio a ex e/o attuali manager di altissimo livello, ma il management di quest’azienda sta gestendo e spendendo soldi pubblici dei contribuenti, ai quali dobbiamo garantire l’integrità e il rispetto delle leggi a cui tutti siamo chiamati a rispondere in caso di trasgressioni, senza spiegazioni logiche e documentate.

Su questo aspetto non ci sono né discrezionalità, né margini di interpretazioni, deve essere così. Dott. Coletta e Dott.ssa Annunziata, le regole e leggi non cambiano se si scende dal settimo piano di Viale Mazzini agli studi dei CPTV.

Rimangono lo stesso valide e non saranno certe le bizze o le richieste estemporanee non giustificate, di chiunque sia, a metterle in discussione.

L’Associazione RAI Bene Comune non va in vacanza, rimane aperta e si riserva di denunciare quanto sta accadendo in tutte le sedi opportune.

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