LO ZAINO CHE PIEGA LA SCHIENA ALLA RAI PER COLPA DEGLI APPALTI…

DTT

Dopo le immagini appannate di Mattarella, dopo mirabolanti annunci di tecnologie in HD e 4K ma con risoluzioni per i collegamenti degne di un VHS con le testine sporche, eccoci ancora a parlare dei cosiddetti “ZAINETTI”. Apparati di trasmissione molto mobili ma spesso anche molto labili.

Alla RAI e alla nuova DIREZIONE PRODUZIONE NEWS sembrano non bastare mai quei collegamenti ballerini e squadrettati, evidentemente fanno tanto media company al punto che gli appalti in questione sembrano essere aumentati esponenzialmente ma in modo inversamente proporzionale alla qualità di trasmissione.

La RAI e alcune sigle sindacali, hanno avuto l’urgenza, come per i malati di prostata, di firmare un accordo (chiamato accordo del 23 dicembre 2014, ndr) che si prefissava lo scopo, tra le altre cose, di regolamentare la formazione professionale di tecnici in modo da poter utilizzare con competenza lo strumento tecnologico “ZAINETTO” con la promessa dunque di ridurre gli appalti e aggredire i famigerati COSTI ESTERNI.

Nell’ anno AD 2016 niente di tutto questo si è realizzato: poca o nessuna formazione e appalti fuori controllo senza verificare per bene la disponibilità del personale RAI eventualmente idoneo e formato. Tutto in spregio dell’art. 12 del CCNL 2013 (ancora in vigore) e delle indicazioni ANAC in materia di trasparenza e anticorruzione che invitano a verificare le disponibilità interne prima di avviare la procedure di affidamento in appalto.

Ci segnalano anche molti casi di tecnici RAI a cui la richiesta di partire per un collegamento in trasferta pare non sia mai arrivata per poi scoprire invece che l’appalto era già stato individuato e pronto per partire. Ci raccontano inoltre di scarsa affidabilità degli appalti e poca professionalità del personale esterno.

Come mai la neonata DIREZIONE PRODUZIONE NEWS accetta di buon grado tutto questo? Lo accetta, lo tollera o addirittura lo incentiva? Per dimostrare cosa?

Vengono rispettate tutte le procedure indicate da ANAC e ccnl? Sempre o ogni tanto? In quest’ultimo caso come mai?

L’ufficio del personale, la dirigenza RAI, l’internal auditing e il direttore Campo dall’Orto sono a conoscenza di tutto questo? Se si come mai non si ritiene di dover intervenire per abbattere i costi esterni?

A quanto ammonta il costo degli appalti zainetto dall’accordo del 2014 ad oggi?

Cosa si è fatto in concreto per ridurlo?

Vi chiediamo di risponderci per trasparenza e onestà nei confronti di chi paga il canone e di chi lavora onestamente per l’azienda di servizio pubblico RAI che tanto dite di voler rilanciare e rinnovare.

In attesa che anche i sindacati chiedano trasparenza e accesso agli atti sul tema, porgiamo cordiali saluti.

Rimaniamo in attesa di chiare risposte.

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