Lettera appello per una RAI dei cittadini al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni

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LETTERA/APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PAOLO GENTILONI.

Move on Italia, insieme ad associazioni, cittadini e sindacati chiede di istituire un consiglio per la partecipazione o dei garanti del servizio pubblico per rendere la RAI servizio pubblico più rappresentativa delle varie realtà sociali. Un organismo in grado di controllare e fornire autorevoli pareri sul rispetto del contratto di servizio.

Firmate e fate firmare l’appello.

Roma, 8 febbraio 2017

Carissimo Presidente Gentiloni,
in questi giorni si è tornato a parlare tanto di libertà, informazione e partiti, a seguito del dibattito che si è sviluppato intorno alla questione “fake news”.
Il pluralismo e l’autonomia dell’informazione, quale presidio della Democrazia e del rispetto della Costituzione, sono valori fondamentali per il nostro Paese, più volte richiamati dallo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Valori che investono, in modo particolare, il servizio pubblico radiotelevisivo, come da Lei stesso più volte auspicato in altro ruolo istituzionale.
Ricordiamo tutti la Sua proposta di Riforma della Rai del 2007, sviluppata intorno a linee guida decisamente innovative e al passo con lo scenario europeo, quali:

-autonomia del servizio pubblico radiotelevisivo dal Governo e dai partiti
-maggiore potere decisionale alla Rai, a cominciare dal piano editoriale
-diverso posizionamento della TV pubblica rispetto a quella commerciale

Intorno a questi princìpi fu sviluppata l’idea di affidare la gestione della Rai a una Fondazione per emanciparla da un anomalo controllo del Ministero del Tesoro e di prevedere un Consiglio di Amministrazione rappresentativo anche della società civile, attraverso la nomina di rappresentanti del mondo accademico-culturale.
È stato il suo testo, insieme alla proposta Zaccaria-De Zeleuta, a ispirare Moveon Italia, il Movimento di cittadini che – dopo 5 anni di lavoro con associazioni, partiti, giornalisti, esperti – ha elaborato un testo di legge presentato poi in Parlamento da alcuni rappresentanti politici. La Proposta di Legge 2915 aveva l’obiettivo di ridefinire un nuovo modello di servizio pubblico radiotelevisivo che fosse:

-capace di garantire una informazione libera, indipendente e plurale
-governato con criteri di efficienza e trasparenza
-espressione della ricchezza della società civile italiana

La proposta di Riforma La Rai ai cittadini elaborata da MoveOn Italia, pur condivisa da diverse forze politiche, non è mai arrivata a una seria discussione parlamentare. Il suo DDL, invece, fu approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri presieduto da Romano Prodi, introducendo il principio della necessità di prevedere una “cintura sanitaria” contro l’ingerenza dei partiti.

Il Suo progetto di rinnovamento della Rai, riletto oggi a distanza di anni, risulta essere molto distante dalla recente Riforma RAI approvata dal Parlamento che mostra diverse criticità rispetto alla Sentenza 225/1974 della Corte Costituzionale oppure rispetto alla Direttiva del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa del 16 febbraio 2012 che invita gli Stati Membri a modernizzare il quadro di governance dei media di servizio pubblico, emancipandoli dal controllo dei Governi (in allegato il parere del Servizio Studi della Camera dei Deputati sul tema).

MoveOn Italia ribadisce con rinnovata forza la necessità di valorizzare il servizio radiotelevisivo pubblico, rendendolo più vicino al cittadino. Per questo, in vista del rinnovo della Concessione, che ci auguriamo avvenga in tempi brevi senza ulteriori proroghe, sollecitiamo che siano previsti strumenti di partecipazione e servizi per l’utente, in modo da migliorare quella “crisi di reputazione” della Rai che Lei stesso ha più volte denunciato. Una ipotesi potrebbe essere quella di inserire – nella nuova Concessione e nel successivo Contratto di Servizio – un Consiglio della Partecipazione o dei Garanti del Servizio Pubblico Multimediale composto da rappresentanti di Associazioni e utenti, per tutelare il rispetto del Contratto di Servizio e per recepire le istanze dei cittadini “azionisti” della Rai attraverso il canone. Lo spirito che ispirò la Sua Riforma della Rai, il bisogno di indipendenza politica ed economica del servizio pubblico radiotelevisivo da Lei più volte auspicato, possono trovare ancora spazio nelle parti che lasciano delega al Governo nella riscrittura del Testo Unico dei Media.

Confidiamo nella Sua esperienza e sensibilità perché la Rai torni a essere percepita da operatori e utenti, come Bene Comune al servizio dei cittadini.

Nella speranza che queste riflessione siano condivise, l’occasione ci è gradita per augurare buon lavoro a Lei e alla squadra di Governo.

Move on Italia

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