LETTERA APERTA AL DIRETTORE DI RAI TRE DARIA BIGNARDI

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Cara Direttrice Daria Bignardi,

benvenuta in RAI, le vogliamo raccontare confidenzialmente ciò che ogni tanto capita dietro le quinte tra gli addetti ai lavori. Accade di sbagliare nell’esecuzione del nostro lavoro per inconvenienti tecnici o per distrazione, la frase che qualcuno tende a dire subito dopo per sdrammatizzare è :” E vabbe’ mica stiamo operando a cuore aperto!”, come a ribadire che l’errore non cambia il corso delle cose e che lo show va avanti lo stesso.

Noi siamo convinti invece che ricoprire un ruolo nella TV DI SERVIZIO PUBBLICO è come operare a cervello aperto. Il cittadino utente è lì davanti la tv che ci affida il suo pensiero, la sua capacità di critica e di valutazione. Spetta a noi dunque il nobile compito di trasmettere cultura, divertimento, conoscenza, sviluppo del pensiero critico e onesto racconto dei fatti.

Immaginiamo metta i brividi ricevere un incarico così importante in RAI, si è messi nella condizione di soddisfare interessi di parte o di famiglia, oppure fare gli interessi plurali che il servizio pubblico richiede. Si può decidere di subire la pressione dei politici oppure smontare il meccanismo dimostrando che anche se i criteri di nomina non sono simili a quelli della BBC si può operare con indipendenza nell’assoluto rispetto del cittadino che paga il canone.

Caro Direttore, RAI TRE ha delle eccellenti produzioni da custodire come beni preziosi ma ha bisogno soprattutto di un rinnovamento coraggioso fatto di nuovi linguaggi che trasmettano valori come il senso civico, la tutela dell’ambiente e il rispetto del BENE COMUNE, che aprano al mondo della musica, della cultura e dell’approfondimento nonché della comprensione degli eventi

Ad esempio una trasmissione come Ghiaccio bollente di Carlo Massarini, inspiegabilmente chiusa, troverebbe su RAI TRE il luogo naturale per la rinascita . E’ una prima sfida che le lanciamo, a pochi giorni dalla scadenza della concessione prevista per il maggio 2016. Sarebbe un bel segnale per contrastare chi vorrebbe la nostra azienda omologata verso il basso alla tv commerciale o peggio ancora una Rai ridotta a piccolo megafono governativo.

Ricorderà benissimo le parole di Enzo Biagi: “ Considero l’informazione e la TV come un acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata”.

A lei il compito solenne di mandare “acqua” limpida nell’acquedotto di RAI TRE.

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