LETTERA ALLA COMMISSIONE EUROPEA

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Alla cortese attenzione della Commissione Europea

Direzione generale Concorrenza
Protocollo Aiuti di Stato
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e p.c
Commissione europea
Segretariato generale
B-1049 Bruxelles
Fax: (32-2) 296 43 35
sg-plaintes@ec.europa.eu


OGGETTO:

AIUTI DI STATO DERIVANTI DALLA LEGGE DI STABILITA’ COMMA 152-162 CANONE RAI.

Il parlamento Italiano in data 28 dicembre 2015, ha approvato definitivamente il testo di LEGGE DI STABILITA’ 2016.

Di seguito il link del testo definitivo pubblicato in gazzetta:

http://www.gazzettaufficiale.it/…/vediMenuHTML;jsessionid=q…

Il testo di legge e’ basato su di un unico articolo sviluppato in 999 commi. Dal comma 152 si norma la materia del CANONE RADIOTELEVISIVO.
Il comma 160 in particolare afferma:

“160. Per gli anni dal 2016 al 2018, le eventuali maggiori entrate
versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto
alle somme già’ iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione per
l’anno 2016 sono riversate all’Erario per una quota pari al 33 per
cento del loro ammontare per l’anno 2016 e del 50 per cento per
ciascuno degli anni 2017 e 2018, per essere destinate: a)
all’ampliamento sino ad euro 8.000 della soglia reddituale prevista
dall’articolo 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ai
fini della esenzione dal pagamento del canone di abbonamento
televisivo in favore di soggetti di eta’ pari o superiore a
settantacinque anni; b) al finanziamento, fino ad un importo massimo
di 50 milioni di euro in ragione d’anno, di un Fondo per il
pluralismo e l’innovazione dell’informazione, da istituire nello
stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico; c) al
Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all’articolo
1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive
modificazioni. Le somme di cui al presente comma sono ripartite con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro dello sviluppo economico, che stabilisce altresì’ le
modalità’ di fruizione dell’esenzione di cui alla lettera a), ferma
restando l’assegnazione alla società’ RAI-Radiotelevisione italiana
Spal della restante quota delle eventuali maggiori entrate versate a
titolo di canone di abbonamento. Le quote delle entrate del canone di
abbonamento già’ destinate dalla legislazione vigente a specifiche
finalità’ sono attribuite sulla base dell’ammontare delle predette
somme iscritte nel bilancio di previsione per l’anno 2016, ovvero
dell’ammontare versato al predetto titolo nell’esercizio di
riferimento, se inferiore alla previsione per il 2016. Le somme di
cui al presente comma non impegnate in ciascun esercizio possono
esserlo in quello successivo. “

In buona sostanza lo Stato Italiano cede 50 milioni di euro ad alcune emittenti locali per finanziare e per promuovere un fondo per pluralismo dell’informazione che assorbirà anche il fondo di bilancio statale per le emittenti radiofoniche e televisive. Ricordiamo che quest’ultimo capitolo di bilancio è slegato da risorse derivate da canone RAI.

Considerato che:

numerose sentenze della Corte Costituzionale e di Cassazione stabiliscono che il Canone è imposta di scopo (finanziamento del servizio pubblico) e di possesso.
La nostra Associazione ritiene che la norma violi l’articolo 107 al paragrafo 1 del TFUE (aiuti di stato) in quanto la scelta di assegnare dei finanziamenti ad alcune TV locali potrebbe incidere sulla libera concorrenza influenzando il mercato. Uno o più enti saranno delegati dal Governo per scegliere le emittenti più meritevoli secondo criteri sconosciuti all’atto della promulgazione della LEGGE DI STABILITA’ 2016.

Aggiungiamo che la Commissione Europea con la sentenza relativa alla petizione n° 1633/2012 afferma che:

“A tal riguardo, il compito della Commissione è di monitorare la conformità con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. In particolare, come chiarito nella comunicazione sul servizio di emittenza radiotelevisiva, la Commissione deve valutare se gli aiuti di Stato concessi all’emittente pubblica si limitano a quanto necessario per finanziare gli obblighi di servizio pubblico chiaramente definiti che le sono stati affidati, e verificare che tale aiuto non causi inutili distorsioni della concorrenza. A patto che tali condizioni siano rispettate, il finanziamento statale della radiodiffusione pubblica può essere considerato compatibile con il
mercato interno.”

Considerato che il finanziamento derivato da Canone è frutto di un Contratto di Servizio e una Concessione Governativa, riteniamo illegittimo il finanziamento ad emittenti che non abbiano sottoscritto nessun contratto di servizio e prive della contabilità separata predisposta per RAI al fine di regolamentare e ricevere il finanziamento statale derivato dai soldi dei cittadini dello Stato Italiano.

Chiediamo quindi alla Ecc.ma Commissione Europea di esprimersi nel caso di specie, prima che gli effetti della legge possano tradursi in distorsioni del mercato contrarie alle normative europee sugli AIUTI DI STATO.

Con osservanza,

 

Associazione RAI BENE COMUNE- IndigneRAI-

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