LA VESPA TERESA

L’editore della Rai è il parlamento, l’editore di riferimento per questo telegiornale, secondo gli accordi tra gli azionisti, è la Democrazia Cristiana, che resta leader nel mercato senza concorrenti. Resto dove sono fino a quando l’azienda non deciderà diversamente.

Bruno Vespa da Direttore del TG1 – 1992

Cara Direttrice di Rai1 Teresa De Santis, l’Associazione Rai Bene Comune Indignerai non può certo esimersi dal commentare le sue recenti dichiarazioni, in occasione della presentazione dei palinsesti estivi di Rai1.

Sembrerei una pazza se oggi tentassi di negare che la Rai ha un editore che fa capo il Governo. Il servizio pubblico è fatto di addizioni, moltiplicazioni, di ogni possibile istanza politico-culturale di questo paese. Lo ha sempre fatto nella sua storia, continuiamo a farlo senza problema.

Teresa De Santis – durante la presentazione dei palinsesti estivi della Rai.

È capitato che spesso ci siamo trovati in disaccordo durante questi suoi primi mesi al comando della “rete ammiraglia” della nostra Azienda ma stavolta, ci perdoni, crediamo che abbia davvero superato la linea rossa di sopportazione.

Ci riferiamo, in particolar modo, al preciso passaggio del suo intervento in cui testualmente dice “La Rai è un editore che fa capo al Governo”.

No gentile Direttrice, ne stia certa, non è così.

La Rai fa capo ai Cittadini tutti, di ogni sesso, razza e credo politico.

La Rai, e quindi il suo editore, sono i cittadini contribuenti i quali, attraverso il canone, finanziano anche la sua rete.

La Rai è Bene Comune e non il microfono dei Governi.

La Rai è Servizio Pubblico e ciò che lei asserisce è l’esatto contrario della vera missione di questa Azienda, del Contratto di Servizio ed anche della Costituzione.

La sua visione della Rai non è di certo una novità, tutti i governi precedenti a questo probabilmente pensavano ed agivano come lei ma, ribadire con tale sicumera e spavalderia, a casa nostra in Viale Mazzini e non in qualche comizio di partito, che c’è qualcuno a Palazzo Chigi che tira le fila della nostra Azienda è quanto mai oltraggioso.

Questo suo sdoganamento della lottizzazione come normalità e il tentativo ingannevole di far passare assunzioni esterne come “un valore aggiunto” in un’ Azienda che conta 13.000 professionisti pagati dai cittadini è assurdo ma soprattutto fuori la legge che vincola il management al pieno utilizzo delle risorse Interne RAI.

Noi dipendenti ne abbiamo viste di tutti i colori in questi anni, ma l’esegesi in conferenza stampa della lottizzazione in Rai, è qualcosa che va oltre e prevarica anche l’indignazione

Ciò che lei chiama “libertà editoriale” non significa “anarchia editoriale” perchè, le ricordiamo, esistono regole e ruoli più importanti del suo che lei ha puntualmente disatteso, in particolar modo ci riferiamo al recente richiamo formale dell’AD Salini sull’utilizzo prioritario delle risorse interne.

Noi di Rai Bene Comune abbiamo ascoltato molto attentamente la diretta streaming del Piano Industriale ed uno dei passaggi fondamentali riguardava la valorizzazione delle colleghe e dei colleghi interni RAI.

Direttrice De Santis, in quell’occasione le telecamere la inquadravano in prima fila nell’Auditorium ma, probabilmente, proprio in quel preciso momento deve essersi distratta e non ha ascoltato ciò che l’AD poneva come architrave industriale per almeno il prossimo triennio, in piena sintonia con il Contratto di Servizio, al quale anche lei, dipendente RAI e non del Governo, deve attenersi in ogni sua parte.

Che le piaccia o no, la RAI è di tutti: né del suo, né di nessun altro Governo.

E può scommetterci, noi saremo qui a ricordarlo ogni volta ce ne sarà bisogno.

Cordialmente, Associazione Rai Bene Comune -Indignerai.

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