La RAI si confessa presso la sede del giornale AVVENIRE- #lavoroequivalente?

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Apprendiamo con orrore che il giornale Avvenire è ufficialmente diventato il nuovo ufficio stampa e degli affari sindacali della RAI. E’ infatti dalle pagine del giornale della CEI che i dipendenti Rai hanno scoperto che sono stati finalmente stanziati 18 milioni di euro per pagare il cosiddetto Premio di Risultato che, ricordiamo, spetta da contratto nel momento in cui l’azienda raggiunge il famigerato obiettivo previsionale di MOL (Margine Operativo Lordo).

A seguito di questa notizia, e giusto il tempo di trovare tra i dirigenti Rai qualcuno che approssimativamente sapesse esprimere un concetto compiuto, la direzione che solitamente arranca nella gestione del personale RAI emette in fretta e furia un delirante quanto maleducato ed oltraggioso comunicato alle sigle sindacali dicendo loro che:  visto il raggiungimento dell’obiettivo di risultato, verrà erogata , in via del tutto eccezionale, una caritatevole elemosina equivalente al premio di risultato.

Ricordiamo che il pagamento del premio di risultato è previsto nero su bianco dal contratto collettivo di lavoro nel momento in cui vengono raggiunti precisi parametri economici e va erogato perché legalmente esigibile.
Le fantasiose formule lette nel farneticante comunicato aziendale sono null’altro che considerazioni unilaterali di autentici dilettanti allo sbaraglio.

Risulta gravissimo l’atteggiamento di chi, baciato da una fortuna veramente cieca, si trova a “sgovernare” la nostra martoriata azienda.
È oltremodo oltraggiosa la considerazione che l’amministrazione TUTTA rivolge a chi ogni giorno, nonostante la pessima gestione, con dedizione e sacrificio realizza il prodotto che ancora, nonostante i mostri che ci circondano, ci fa essere i primi in Italia nel settore Broadcast.

Nelle uscite pubbliche degli amministratori e dirigenti, come quelle di Agrusti (CFO RAI) in confessionale presso la sede dell’Avvenire, viene espresso sempre il concetto che i dipendenti RAI risultino essere  solo un costo. Del resto la scelta di preferire sempre professionalità esterne ignorando sistematicamente le indicazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, della Corte dei Conti e il testo della Nuova Concessione Stato Rai ne è un esempio lampante.

Altro fatto diabolico è che con questa ignobile scelta di rompere i protocolli di comunicazione sindacato azienda, si dimostra ancora di più la considerazione che RAI ha dei rappresentanti dei lavoratori. Tale atteggiamento traccia chiaramente la linea del nostro tragico destino che dirigenti improvvisati stanno pianificando su ordine della politica e di nebulosi interessi economici.

In conclusione crediamo che sia giunta l’ora di dare una risposta determinata, ferma e compatta a questa “banda di esecutori fallimentari” . Questi “sgovernanti” mancano sistematicamente di rispetto nei confronti dei lavoratori impiegati e operai.
 Pertanto chiediamo ai nostri rappresentanti sindacali, di dare disdetta dell’accordo che recepisce la normativa sull’ esercizio del diritto di sciopero in Rai e di consultare subito i rispettivi legali per mettere in piedi forme di lotta che siano in modalità ” NON CLASSICA E CONFORME” esattamente come il regime di illegalità relativo al rinnovo contrattuale che l’azienda voleva propinarci senza aumenti salariali.
Si intraprendano inoltre vertenze legali per ottenere il pagamento di quanto contrattualmente previsto in merito al Premio di Risultato.

Non si facciano intimorire sindacati e lavoratori davanti all’eccezionale colpo di mano dei servi sciocchi di Viale Mazzini ai quali occorrerà rispondere tutti insieme con altrettanta forza e con azioni in grado di coinvolgere tutti i lavoratori senza tralasciare azioni legali contro chi PREPOTENTEMENTE contribuisce SU COMMISSIONE ogni giorno a ledere i diritti dei lavoratori.

ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE -IndigneRAI-

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