La Rai gioca la sua “partita” per nulla Etica

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In Rai sono ancora troppo poche le stabilizzazioni dei lavoratori a tempo indeterminato, e la possibilità dei licenziamenti facili(cancellazione articolo 18) o le decontribuzioni sui dipendenti (apprendistato) non sono servite a far ripartire la” macchina” del lavoro.

Non solo non si assumono i precari a tempo determinato ma si è moltiplicato il ricorso ad una nuova figura professionale che in un solo colpo cancella e sostituisce tutte le altre. Una figura capace di subire la perdita di tutti i diritti dei lavoratori ad esclusione della sola possibilità di lavorare.
Si tratta delle “partite Iva ” rese vittime e carnefici. Carnefici involontari di tutte le regole aziendali che su di loro non si applicano e vittime di una legislazione che non garantisce loro nessun diritto. Sono anche e soprattutto lo strumento usato da una classe dirigente incapace di pianificare e governare l’azienda per coprire tutte le magagne organizzative.

I lavoratori a partita IVA stanno pian piano sostituendo molte figure professionali previste dal contratto, sostituiscono gli operatori di ripresa assumendo l’esotico nome di filmaker e i programmisti assumendo il ruolo di pseudo “inviati”, hanno riempito le redazioni fino a diventare anche i sostituti naturali di molte dipendenti in maternità. Sono in tanti anche tra i giornalisti ma a loro il faraonico contratto dei giornalisti Rai non si applica.
Molti di questi vengono usati come “inviati” low cost a fattura, hanno mansioni simili ai programmisti e vengono dotati di cellulare di servizio, di una postazione scrivania con telefono e di pc con relativo account di posta elettronica aziendale.

Come per i programmisti l’Azienda offre loro il rimborso di tutte le spese sostenute e come per tutti i dipendenti paga le spese di viaggio addirittura – udite udite – anticipandole (biglietti di aereo e treno con la stessa agenzia viaggio di tutti gli interni), ma poi ne pretende la fatturazione. Così le partite IVA si ritrovano a dover pagare IVA due volte sui viaggi e a dover avere come reddito qualcosa che reddito non è. Ci chiediamo questo a ci giova ? Insomma un esercito ha invaso la Rai, e la Rai da mamma è diventata matrigna con figli e figliastri che sulle Partite iva gioca la sua “partita” un gioco fiscalmente ibrido, eticamente indecente, sindacalmente oltraggioso.
L’azienda li tratta da dipendenti rimborsando loro le spese e quindi implicitamente dimostrando che li sta inviando a girare per il mondo per proprio conto, ma poi per nascondere l’evidenza della subordinazione lavorativa, li costringe a fatturarle ciò che verrà loro rimborsato, un vero e proprio groviglio amministrativo.

La Rai ha da tempo fatto la scelta di rottamare i lavoratori con tutti i diritti civili, creando una folta schiera di lavoratori precari di serie B a tempo determinato ed ora contro ogni criterio di efficienza ed economicità ha introdotto i lavoratori di serie Z a partita iva, usati per coprire e risolvere le proprie pecche.

Un’azienda cosi amministrata, irrispettosa dei propri dipendenti contro ogni Codice Etico e contro ogni logica, come può pensare di meritarsi a pieno titolo il rinnovo della concessione Stato Rai del Servizio Pubblico e di essere d’esempio alla società Italiana ?

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