#iostoconRiccardo





L’associazione RAI Bene Comune è attonita e sdegnata nel leggere gli attacchi vergognosi che il nostro Collega e Consigliere Riccardo Laganà sta da qualche giorno subendo, da parte di alcuni politici membri della Commissione di Vigilanza.
Riccardo è, tra i 7 consiglieri di Amministrazione, colui che conosce meglio l’azienda, i suoi meccanismi interni, il complesso tema del Canone e che siede in Sala Orsello non per nomina politica, ma – concetto evidentemente difficile da apprendere per taluni personaggi – democraticamente eletto dall’assemblea dei suoi colleghi.
Riccardo nel corso di questi mesi ha goduto, grazie a tutti voi, di un supporto enorme, ma ha anche subito, è giusto dirlo, ingiurie e dicerie di ogni tipo, da fuori e dentro la RAI. Gli sono state affibbiate mille etichette ed appartenenze ideologiche ogni volta puntualmente smentite attraverso scelte difficili e talvolta impopolari, fatte nell’esclusivo interesse dell’Azienda e dei\delle dipendenti.
Lo hanno dimostrano le critiche bipartisan al suo operato arrivate fin dal primo giorno, quando seppur con “maggioranze” e scenari politici totalmente diversi, a ogni votazione, ha sempre alzato la mano secondo la legge, coscienza e trasparenza e mai per diktat politici.
Gli altri 6, invece, possono dire altrettanto?
Lo ha dimostrato chiedendo spiegazioni formali ed incalzando il CdA su temi che coinvolgevano, nel bene e nel male, tutto l’arco parlamentare, da Destra a Sinistra e quando anche in questo caso, alternativamente, lo hanno accusato di essere collaterale ad una o l’altra fazione, per noi tutti ha significato che il suo lavoro, Riccardo, lo stava facendo non bene, ma benissimo.
Lo ha dimostrato ponendosi sempre al fianco dei lavoratori, senza paure e pubblicamente, contro quelle che riteneva ingiustizie o scorrettezze da parte del management o dell’artista di turno.
Alle facili e più convenienti sirene del Jet-set, a cui molti sono sensibili, ha scelto sempre le parole dei suoi colleghi.
Lo ha dimostrato, inoltre, non chiudendo mai la porta a nessuno, neanche a quelli che pubblicamente lo osteggiano ma che poi, in gran segreto, chiedono appuntamenti e fanno complimenti. Oppure a coloro che, in qualche chat o voce di corridoio, lo dà “per certo” in Parlamento alle prossime elezioni perché “mio cugino” l’ha sentito dal suo amico che lavora in RAI.
Questi signori, deputati e senatori della Repubblica, oggi gli contestano di utilizzare i social per rendere edotti i dipendenti di cosa succede in RAI, di gettare luce nel “tempio” del settimo piano laddove, per queste persone, la RAI non è Servizio Pubblico bensì Privatissimo, lassù dove il dipendente non può entrare ed è quasi abusivo.
Non ci sorprende più, anche in questo caso, l’assenza dei sindacati (tranne uno, Usigrai) che preferiscono stare in silenzio (assenso?) sulle indegne dichiarazioni, anziché difendere colui che, gli ricordiamo, è ancora un collega vittima di accuse ingiuste e false.
Riccardo prima di questa esperienza, ci piace ricordarlo, impiegava il suo tempo libero nelle strade e nelle piazze, nel cercare di sensibilizzare tutti noi in primis, la Politica e i cittadini al tema – quanto mai attuale – di una RAI indipendente al servizio della Cultura e del Paese tutto.
E ora lo sta pagando, in qualche modo.
Riccardo non si è mai presentato a cene o ritrovi politici tra colleghi e esponenti di Partito in qualche oratorio, non si è fatto officiare le nozze dai segretari di Partito, ma bensì, ogni santo giorno, lavorava in turno fianco a fianco come e con tutti noi, nei corridoi dei nostri Centri di Produzione.
L’integrità, il coraggio e la forza di Riccardo, certi personaggi non potranno mai immaginarsela, figuriamoci tentare di raggiungerla anche se siedono nelle comode poltrone di Montecitorio o del Senato.
La caratura delle persone non si valuta se si è “manager” oppure no, ma per tutto quello che si è seminato nella vita professionale e umana, nel rispetto che le persone usano verso di te e viceversa.
E Riccardo, in questo, non sarà mai secondo a nessuno.
Daje Ric, certe critiche sono medaglie da appuntare al petto e stimoli nuovi per andare avanti specialmente se provengono da un mondo che abbiamo sempre combattuto in nome del nostro posto di lavoro e del Servizio Pubblico Bene Comune.

iostoconRiccardo

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *