Il Presidente Mattarella faccia appello al governo per un DG RAI indipendente, capace di attuare il contratto di servizio.

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Egregio Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,

mai come ora la RAI ha bisogno di un profondo cambiamento per tornare punto di riferimento civico e culturale al servizio del paese. L’insofferenza dei cittadini per l’omologazione verso il basso di quanto offerto, l’ingerenza della politica e il sistema insostenibile di sfruttamento e sottrazione delle risorse derivate dal canone ne sono la dimostrazione.

La RAI è ostaggio della politica nella accezione peggiore del termine. Politica che non si accontenta più solo di utilizzarla come organo di stampa dei partiti. Si è scelto volutamente di dotarla di un management con l’incarico di esercitare politiche di destrutturazione industriale atte a creare una crescente difficoltà produttiva.
Tale situazione ha permesso di giustificare l’utilizzo delle risorse provenienti dal canone per finanziare occultamente centinaia di aziende a cui è stato sub-appaltato il Servizio Pubblico o quello che ne rimane.

Questa è diventata la RAI, un ente finanziario a fondo perduto. Un bancomat a spese dei cittadini per alimentare crescenti CONFLITTI DI INTERESSI.
Si è anche scelto di conservare comunque una struttura produttiva minima per continuare a distribuire posizioni di potere dirigenziali e facili collaborazioni e consulenze.

Gravissima è la crisi che avvolge l’intero settore dei media tradizionali. Ancora più grave è la messa in discussione della necessità di avere un servizio pubblico radiotelevisivo alla luce della demolizione in atto.

L’associazione RAI BENE COMUNE -IndigneRAI-, è un’associazione apartitica e indipendente composta da dipendenti RAI e cittadini, nata proprio allo scopo di contribuire a ricondurre la RAI alla preziosa funzione di Pubblico Servizio perché, diversamente, questa azienda non avrebbe ragione di esistere. Per questo ci rivolgiamo, in questo momento di confusione gestionale della RAI, a Lei che è la massima carica dello stato per chiederle di porsi ancora una volta a garante dei principi contenuti nella Carta Costituzionale. Le chiediamo di ricordare ad una politica fin troppo distratta che la Costituzione va rispettata e applicata. Gli articoli 21, 43 e 46 sembrano scritti proprio per definire la Rai che non è più, ma che deve ritornare ad essere. Indipendenza, qualità e cultura devono essere i cardini su cui costruire un Nuovo Servizio Pubblico Multimediale capace, attraverso l’informazione, la cultura e l’intrattenimento di qualità, di sviluppare il senso civico, il progresso e la democrazia. Parole come Pluralismo, Qualità, Legalità Trasparenza ed Efficienza devono trovare nella RAI dei Cittadini la loro “casa” naturale, mentre ne devono essere estromesse le pratiche consolidate che hanno contribuito a portare il paese in questa condizione di degrado. Forze politiche gonfie di interessi hanno prodotto una riforma della RAI a detta di molti esperti INCOSTITUZIONALE perché accentra il controllo della RAI nelle mani del governo. L’ultimo DG è stato scelto e poi spinto alle dimissioni a causa di pressioni GOVERNATIVE enormi che hanno ribadito la DIPENDENZA EDITORIALE ED ECONOMICA della RAI dai Governi.

Siamo certi che la nostra richiesta non sarà inascoltata e che lei saprà farsi garante del BENE COMUNE presso il MEF e MISE al fine di garantire la nomina di un DG indipendente, preparato ed estraneo ai conflitti di interesse che ruotano intorno al mondo dell’informazione sempre meno libera, sempre più strumento di propaganda e sempre più lontana dal cittadino italiano che paga il canone.

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