I DIPENDENTI SCRIVONO ALL’AMMINISTRATORE DELEGATO RAI

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Egregio dott.Salini

la recente riforma del Servizio Pubblico ha imposto che la gestione della #Rai venisse affidata, per la prima volta nella sua storia, ad un Aministratore Delegato. Vogliamo essere ottimisti e sperare che almeno questa novità sia da considerarsi un aspetto positivo di quella che per altri versi riteniamo essere una pessima riforma.
Non sappiamo quale mandato le ha affidato il governo che l’ha nominata, né come intende utilizzare i super poteri che la legge le attribuisce. Quello di cui invece abbiamo assoluta certezza è che, in queste prime settimane, avrà avuto modo di comprendere che questa non è un’azienda, ma un vero e proprio rompicapo. Il groviglio che si trova tra le mani le sembrerà indistricabile e sicuramente in molti le staranno suggerendo che è più sicuro per lei non toccarlo e lasciare le cose come le ha trovate. Questo è esattamente quello che ha fatto chi l’ha preceduta: ha permesso che la Rai fosse svuotata di dotazioni tecnologiche e di capacità professionali, ideative e manageriali, per appaltare, a costose società e dubbi personaggi esterni, il compito e le responsabilità che la legge assegna alla Rai.
Noi lavoratori della Rai invece questa azienda la conosciamo fino al profondo della sua anima e sappiamo che siamo giunti al punto di non ritorno: questo è il momento in cui le scelte fatte dal vertice segneranno irrimediabilmente il destino della Rai e del Servizio che è chiamata a realizzare.
La Rai ha al suo interno tutte le risorse necessarie a risollevare le sorti di se stessa, bisogna solo che lei lo permetta, compia le scelte che chi l’ha preceduta non ha mai avuto il coraggio di compiere.
Investa in uomini e mezzi e attraverso la formazione e la riorganizzazione, permetta alla Rai di non sprecare i soldi del canone. Nonostante tutto in Rai i professionisti con immutato amore per il proprio lavoro sono ancora in molti.
Le chiediamo il coraggio di queste scelte e fin da ora ci mettiamo a disposizione per dipanare con lei questa enorme matassa.
Le chiediamo un incontro per illustrarle quelle che riteniamo essere le priorità da affrontare per invertire la tendenza di questo imminente e apparentemente irrimediabile declino.
Entrando per la prima volta in viale Mazzini avrà avuto modo di incontrare il cavallo morente di Messina che accoglie funesto ogni visitatore, ebbene mai come ora rappresenta lo stato in cui versa la Rai.
I dipendenti Rai sanno però che il cavallo non è morente ma solo azzoppato, dai partiti e dagli interessi economici, le due zampe che nonostante tutto lo sorreggono sono l’amore del suo pubblico e quello dei suoi dipendenti.
La sua non è una smorfia di dolore, ma una testa orgogliosamente tenuta alta.
Se il suo operato avrà come obiettivo quello di dare il colpo di grazia alla Rai, troverà come sempre i dipendenti pronti a difendere la loro azienda, se invece sarà sua intenzione risollevare il cavallo zoppo trasformando la Rai in una vera azienda, intenzionata a dare un servizo di qualità ai cittadini, le diciamo fin da ora che potrà contare sul sostegno attivo di ogni dipendente.
I DIPENDENTI CI SONO

ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE -IndigneRAI-

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