GRASSO CHE COLA…

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Egregio dott. Aldo Grasso

In qualità di ex direttore di Radio Rai, conduttore Radiofonico e profondo conoscitore del mondo dei media e della TV sa bene che il Servizio pubblico è molto più della semplice copertura di un evento sportivo. Proprio per questo rimaniamo stupiti e meravigliati di fronte alla lettura del suo articolo apparso sul Corriere della Sera dal titolo: RAI DELUDENTE IN UN WEEK END DI GRANDI EVENTI SPORTIVI.
L’articolo si snoda in una lunga sequenza di critiche sulla mancata copertura della RAI di importanti eventi sportivi mandati in onda invece con eccellenti risultati da emittenti private -le solite a lei gradite e cioè MEDIASET PREMIUM, SKY, DISCOVERY-. Non leggiamo invece nessun approfondimento sui motivi per i quali la RAI non sia più grado di acquistare i diritti degli sport più importanti e se tali acquisti siano opportuni visto che graverebbero pesantemente sulle casse della Rai ormai svuotate dall’evasione del canone, dal debito di 2 miliardi dello Stato nei confronti della Rai e dai continui prelievi forzosi effettuati con ogni legge finanziaria.

Verso la fine dell’articolo egregio dott. Grasso sembra indossare la felpa di Salvini con le ruspe quando afferma:
“I tempi cambiano e noi stiamo ancora qui a discutere delle scelte di valore del Servizio pubblico, al servizio dei cittadini!”

Le chiediamo come è possibile ipotizzare che sia la RAI, in qualità di azienda obbligata a fare SERVIZIO PUBBLICO, a non volere acquistare i diritti di importanti eventi? E’ evidente che il punto è politico! Non ce li possiamo più permettere perché un chiaro indirizzo politico ha deciso in tal senso, un enorme CONFLITTO DI INTERESSI ci impone una tremenda retromarcia!

Sa bene, anche se fa finta di ignorarlo, che la Rai è fatta da tante persone che non vedono l’ora di tornare a realizzare importanti eventi sportivi, musicali e culturali. Noi purtroppo non li possiamo e dobbiamo più fare per precise scelte esterne alla Rai a causa delle quali si sta effettuando una lenta demolizione del valore sociale, artistico e culturale del concetto di Servizio Pubblico.

Le chiediamo a chi è utile il suo continuo attaccare la RAI a favore delle altre emittenti? E’ davvero triste e spiacevole assistere al suo furbo confondere la legittima critica a conduttori, giornalisti e inviati con il fatto che la RAI non ha più possibilità di acquistare i diritti sportivi, non trova anche lei?
Rinunciare al servizio pubblico e ai benefici che la sua realizzazione potrebbe portare al paese è a nostro avviso dannoso per tutta la società italiana.
Da lei che ha la capacità di analisi e che dispone del potente strumento dell’amplificazione mediatica del Corriere della Sera , ci piacerebbe leggere articoli di invito al Governo affinché la RAI possa tornare a svolgere un aggiornato e moderno ruolo di SERVIZIO PUBBLICO per la crescita civica e culturale dell’Italia in vista del rinnovo della concessione del maggio 2016. Da lei ci aspettiamo un impegno a costruire e non a percorrere la facile scorciatoia della demolizione, tanto cara al MAINSTREAM governativo.

Immagini un futuro non troppo remoto in cui i media facilmente accessibili perché gratuiti saranno totalmente invasi da pubblicità, propaganda, e pattumiera televisiva, mentre la cultura, gli eventi e il racconto della nostra storia, del paese, l’accesso alla riflessione e al libero pensiero saranno sotto l’egida di azienda private che forniranno a pagamento i loro servizi e la loro interessata lettura della realtà. Bene dottor Grasso, a lei piacerebbe una televisione così?
A noi no!

Cordiali saluti.

ASSOCIAZIONE RAI BENE COMUNE.

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