FICTION o dura realtà?

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La Rai è lo specchio del paese e come ogni specchio riflette senza permettere di guardare attraverso. Rai, SPECCHIO SENZA TRASPARENZA, per la quale è possibile solo immaginare cosa si trovi al suo interno. Ciò che invece non ha bisogno di immaginazione è il canone, che finanzia le attività dell’Azienda, anche se spesso non è dato sapere quale strada prenda dopo che è entrato in Rai. Una delle strade che percorre sicuramente porta a Rai Fiction struttura che si occupa di acquistare o produrre fiction. Una struttura imponente composta da un Direttore (Eleonora Andreatta, figlia di Beniamino noto uomo politico), tre vicedirettori, capi struttura editoriali, dirigenti editoriali, capo-struttura pianificazione risorse, diversi impiegati amministrativi, programmisti-registi e numerosi collaboratori esterni.

A causa di “ SPECCHI POCO TRASPARENTI ” non è possibile comprendere quali siano i meccanismi che portano a scegliere le società a cui affida le produzioni e dalle quali effettua gli acquisti di fiction. Certo è, che al suo interno molti sono dei professionisti stimati, a tal punto che alcuni appena lasciano la Rai vanno a lavorare dalle stesse case di produzione con le quali la Rai faceva contratti quando erano dipendenti. Apprendiamo dalla stampa che qualcosa del genere sia accaduto all’ex vice direttore di Rai Fiction in epoca Saccà, Massimiliano Gusberti, andato in pensione e poi passato a lavorare per il produttore Palomar e infine richiamato a collaborare con la fiction Rai. Imprevedibilmente tra uno spostamento e l’altro il CdA decise di corrispondere, per ogni replica de “Il commissario Montalbano”, prodotto casualmente da Palomar, una cifra che ci dicono aggirarsi sui 110.000 euro, ribadiamo PER OGNI REPLICA ! Anche se non possiamo esserne certi pare che da allora le repliche del Commissario Montalbano siano aumentate tanto quanto sono state ridotte quelle di altre fiction, come “Un medico in famiglia” o “il Maresciallo Rocca”, di equivalente successo ma dai costi più contenuti. L’esperienza di alcuni pensionati viene ritenuta preziosissima, tanto che la casa di produzione CATTLEYA ha subito assunto, non appena in pensione, Claudia Aloisi, ex capostruttura di Rai Fiction. L’ex capostruttura ha dato alla Rai il meglio di se con la straordinaria serie “Grand Hotel” comprata in modalità di pre-acquisto proprio da CATTLEYA. Un prodotto del quale la Rai proprio non poteva fare a meno. Ma si sa, a Claudia Aloisi quasi tutto è stato permesso compreso il fatto che suo marito, Sandro Petraglia, era l’autore di Fiction realizzate proprio da lei in veste di capo-struttura. Non vogliamo mettere in campo una discussione sul CONFLITTO DI INTERESSI ma un certo disagio aleggia nelle nostre fragili menti. Ci chiediamo chi verifica cosa succede nel ristrettissimo staff di Rai Fiction, una sorta di club esclusivo dove sono ammessi pochi eletti. In molti avevamo sperato in un cambiamento con l’arrivo della Andreatta ma abbiamo assistito ai doppi e tripli incarichi e all’utilizzo di collaboratori esterni che svolgono quasi tutto il lavoro mentre molti dipendenti interni restano a guardare.
Temiamo che Il TURN OVER del personale si trasformi in passaggi di incarichi da padre in figlio compresi nipoti e pronipoti. Il rischio parentificio dell’Italietta che conta è dietro l’angolo come lo è che società come la LUX VIDE la facciano da padrone.
L’ Ufficio stampa è affidato ad esterni come i controlli su preventivi, consuntivi e monitoraggio, questi ultimi affidati a TRE distinte aziende esterne.
Imponenti le risorse impiegate da Rai Fiction e per questo giustamente sottoposta a controlli che però, invece che provenire da strutture interne Rai, vengono affidate anch’esse ad aziende esterne. Insomma, Rai Fiction che si avvale di collaboratori esterni, incarica società esterne di controllare se stessa affinché sia corretta nell’affidamento di enormi somme ad altre aziende esterne. Un vero paradosso per nulla trasparente.

Non vogliamo accusare o denigrare nessuno ma solleviamo il lecito sospetto che una struttura che amministra considerevoli mezzi derivanti dal canone, le cui scelte hanno pesanti ripercussioni sulle già precarie finanze Rai, siano al più presto messe in condizione di funzionare con meccanismi di CRISTALLINA TRASPARENZA e che se proprio di specchi debba essere dotata la Rai che siano usati per RIFLETTERE e “guardarsi dentro”.

 

 

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1 Response

  1. erka scrive:

    Ma questa Claudia Aloisi ex capostruttura di Rai Fiction è sempre quella gran gnocca che faceva la mannequin in “Linea contro Linea” di Giulio Macchi nel 1968 con guest-star Patty Pravo?
    Chi non ha potuto vedere la Cludia Aloisi di allora per ovvi motivi paleontologici, la può sempre apprezzare ben musealizzata su You Tube.
    https://www.youtube.com/watch?v=e-FToO2Idd4
    Ne deduco che la mannequin dei dinosauri stà ben piazzata n’coppa alla RAI fin dal Cretacico.
    Io ora tifo per l’arrivo dell’ asteroide, naturlich.

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