Emendamenti al testo di Convenzione RAI-Audizione presso la Commissione di Vigilanza RAI.

vigilanza

Il governo ha da poco pubblicato il testo dello schema di Convenzione del nuovo Servizio Pubblico Multimediale ed è in attesa di raccogliere proposte e suggerimenti da parte della Commissione Parlamentare di Vigilanza. Nel testo si definiscono le caratteristiche del “Prodotto” Servizio Pubblico che la Rai deve realizzare e si danno alcune indicazioni su cosa fare per realizzarlo. La Commissione, per meglio definire quali indicazioni dare al governo, ha iniziato un giro di consultazioni di istituzioni come il Ministero dell’Economia, la Corte dei conti, l’Unione Europea di Radiodiffusione EBU, i Vertici Rai, i sindacati Rai, etc. Come unico soggetto non Istituzionale la Commissione ha ritenuto opportuno audire anche la nostra Associazione riconoscendoci l’indipendenza che ci contraddistingue e la competenza sui temi in esame.

Durante l’audizione abbiamo espresso quello che per noi è il punto centrale della questione Rai. Se si vuole che la Rai sia in grado di realizzare un “prodotto” bisogna che le si permetta e al tempo stesso imponga, di diventare una vera AZIENDA e non più la succursale di un ministero, dandole la possibilità di essere gestita da manager e non da burocrati e di funzionare secondo principi di efficienza e trasparenza.
Dopo l’audizione ci è stato vivamente richiesto di depositare in cancelleria le modifiche che avremmo suggerito per il testo. Quello che segue è la lista delle proposte di modifica degli articoli della Concessione.

Emendamenti al testo di convenzione riportato al link qui sotto:

http://www.camera.it/leg17/682?atto=399&tipoAtto=Atto&leg=17&tab=1:

ART.1
Comma 5 La società concessionaria è tenuta a presentare entro 3 mesi dalla concessione, e ogni 3 anni i piani Industriale ed Editoriale. La società è tenuta a dotarsi di un management selezionato pubblicamente. L’amministratore delegato conferisce tutti gli incarichi dirigenziali che avranno durata di 3 anni e saranno rinnovabili al massimo per altri 2 a condizione che la proroga preveda un incarico chiaramente definito. Eventuali revoche di un incarico comporterà la decadenza del contratto da dirigente. La concessionaria ispira la propria pianificazione industriale a principi di trasparenza, efficacia, efficienza, autosufficienza e competitività. Predisporre un piano editoriale coerente con la missione e gli obblighi del servizio pubblico. Può prevedere la razionalizzazione dei contenuti offerti nei canali non generalisti per meglio articolare l’offerta conservando come obiettivo l’efficientamento dei costi, la piena utilizzazione e la valorizzazione delle risorse interne.

Comma 7 L’informazione diffusa dalla società concessionaria su tutte le piattaforme distributive deve garantire un uso più efficiente delle risorse interne, attraverso un piano di riorganizzazione che può prevedere anche la ridefinizione del numero delle testate giornalistiche e del numero delle direzioni.

ART.3
Comma 1
……..
Lettera b) un adeguato sostegno allo sviluppo dell’industria nazionale dell’audiovisivo mediante la realizzazione interna, l’acquisizione o la co-produzione di prodotti di alta qualità, realizzati da o con imprese che abbiano stabile rappresentanza in Italia, anche al fine di una loro valorizzazione sui mercati esteri. Il contratto …..

lettera q) realizzazione di un canale nazionale generalista con alcuni spazi ad emissione regionale con contenuti prevalentemente prodotti a livello locale presso i centri di produzione regionali. Canale con una programmazione non solo informativa, per veicolare culture, tradizioni, intrattenimento e promozione turistica locale in particolare per le finalità di cui alla lettera d) e per le esigenze degli strumenti linguistici locali;

Modifica degli articoli per la creazione di un organo di controllo indipendente dalla politica:
all’art. 3
……
inserire una lettera r) al fine di chiedere l’istituzione di un consiglio degli utenti o degli abbonati che sia di supporto ai controllori istituzionali e che dia voce alla società civile, agli esperti di settore e al mondo accademico e delle arti. Il consiglio, che suggeriamo anche essere espressione delle REGIONI, dovrebbe costantemente confrontarsi con Azienda Rai, istituzioni ed opinione pubblica sul rispetto del contratto di servizio ma anche su come il canone viene utilizzato per lo svolgimento del servizio pubblico, segnalando con report trimestrali alle autorità competenti, all’Anac e Corte dei Conti il mancato rispetto delle procedure di acquisizione.

Indipendenza e pianificazione delle risorse economiche.

ART.13
…….
Comma 2 Ai fini di una corretta individuazione dei costi rilevanti anche per la determinazione QUINQUENNALE dell’ammontare del canone di abbonamento, ai sensi dell’articolo 47, comma 3, del TUSMAR, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il Ministero dello sviluppo economico, ciascuno per le rispettive competenze, verificano annualmente la realizzazione degli obiettivi di efficientamento e di razionalizzazione indicati nel contratto nazionale di servizio, l’attuazione del piano editoriale ed industriale, il rispetto delle norme in materia di affollamento pubblicitario, nonché la distribuzione fra i canali trasmissivi dei messaggi pubblicitari e la corretta imputazione dei costi secondo quanto previsto dal successivo articolo 14, da parte della società concessionaria.

Comma 3. Il canone di abbonamento viene INTERAMENTE riversato alla società concessionaria è in ogni caso utilizzabile esclusivamente ai fini dell’adempimento dei compiti di servizio pubblico affidati, con periodiche verifiche di risultato e senza turbare le condizioni degli scambi e della concorrenza nell’Unione europea. Resta ferma la possibilità per la società concessionaria di stipulare contratti e convenzioni a prestazioni corrispettive con pubbliche amministrazioni.

Penali e sanzioni a cui è assoggettata la Rai

Art. 15
Comma 1 La società concessionaria, in caso dì ritardo nel pagamento del canone di concessione e di qualsiasi somma a qualunque titolo dovuta allo Stato, salvo che il ritardo derivi da cause ad essa non imputabili, sarà assoggettata al pagamento di una penale solo ed esclusivamente se lo stato avrà rispettato i tempi di versamento nelle casse della concessionaria del canone di abbonamento spettante.

Art.16 Decadenza 50. In caso di gravi e reiterate inosservanze degli obblighi derivanti dalla presente convenzione e di inadempienze del piano industriale ed editoriale con la medesima procedura prevista per l’affidamento del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale dall’articolo 49, comma l-quinquies del TUSMAR, può essere disposta la revoca dell’incarico all’amministratore delegato e in caso di ulteriore reiterazione puo essere disposta la decadenza dalla concessione.

Difesa dei valori contenuti nella Carta Costituzionale
Art.1
Comma 1 La concessione ha per oggetto il Servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale da intendersi come servizio di interesse generale, consistente nell’attività di produzione e diffusione su tutte le piattaforme distributive di contenuti audiovisivi e multimediali diretti, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, si richiami ai valori fondamentali espressi nella carta costituzionale e nello specifico, alla difesa del lavoro, a garantire un’informazione completa e imparziale, nonché a favorire l’istruzione, la crescita civile, il progresso, la coesione sociale, promuovere la lingua italiana, la cultura e la creatività, salvaguardare l’identità nazionale e assicurare prestazioni di utilità sociale, promuovere l’educazione ambientale, la tutela del territorio e del patrimonio flori-faunistico.

Sempre a proposito di ambiente e sostenibilità proponiamo alla gentile commissione e al Presidente di obbligare la Concessionaria alla pubblicazione annuale dettagliata del BILANCIO SOCIALE RAI. Il bilancio sociale è importante quanto il bilancio CONTABILE ai fini della piena realizzazione del compito di servizio pubblico assegnato a RAI.

all’art. 3 si aggiunge un comma s) Obbligo per la concessionaria di pubblicazione annuale del bilancio sociale.

In conclusione non sappiamo se la Commissione Parlamentare di Vigilanza farà propri i nostri suggerimenti o se il Governo modificherà il suo testo, quello che sappiamo per certo è che senza modifiche la Rai continuerà come prima e più di prima a rispondere a logiche che poco hanno a che vedere con gli interessi dei cittadini abbonati. Sappiamo però per certo che noi dell’associazione Rai Bene Comune non cesseremo mai di lavorare fino a quando la Rai non fornirà compiutamente un Servizio Pubblico Multimediale di Qualità.

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