CAPITAN FINDUS GIANNINI

FINDUS

Che male ha fatto il pubblico di RAI3 per meritare tutto questo, ci viene da dire.
Poco dopo la mezzanotte di martedì 10 maggio 2016 abbiamo visto un Massimo Giannini a chiusura di Ballarò esternare nel peggiore dei modi il suo disappunto dopo una sconclusionata puntata . L’ennesima purtroppo di una stagione sempre più perdente del martedì di RAI3.
A braccia aperte Giannini, visto che non partiva l’ennesimo spezzone rubato da qualche giornale on line, ha confessato tutta la sua impotenza sul mezzo televisivo che poco riesce a gestire dicendo al pubblico stremato:
“non parte, non parte “(il servizio)”… stasera mi sembro Enrico Mentana, lo dico con tutto l’affetto e la simpatia per Enrico Mentana” e ci mancherebbe che non avesse stima e simpatia per il suo amico giornalista. Eppoi ha calato sul lavoro del suo studio la mannaia “ Stasera non ha funzionato quasi nulla”.

E ha ragione a dire così, perché quando non si sanno fare scalette, scegliere ospiti, quando si organizzano faccia a faccia tra giornalisti o, se c’è un politico, con altri giornalisti. Quando si chiamano vecchietti urlanti, rappresentanti di Associazione dei consumatori (abbiamo contato 11 partecipazioni di un fegatoso Trefiletti unico rappresentante del principio del contraddittorio), quando si arriva in affanno al collegamento chiave della serata che viene mandato in onda in modo sfuggente senza ulteriori spazi e tutto per lasciare l’etere ad un ubriaco Oscar Farinetti proprio nello stesso giorno in cui i giornali riportano una condanna per frode vinicola. Di questo però non se ne parla, si tace e al contrario si costruisce un alcolico spazio da STAR e salvatore dell’ITALICA RENZIANA NAZIONE consegnando i microfoni ai cuochi stellati di Eataly a Milano e facendo il camouflage del SEGRETISSIMO TTIP. Insomma quando si infiocchettano queste e altre storture televisive nel regno del conflitto di interesse si capisce che qualcosa che non funziona c’è ma certamente non compete all’area tecnica ma all’area editoriale.

Alla fine di questo circo mediatico esternare sull’ultimo servizio non mandato in onda a studio praticamente chiuso, dimostrando, a distanza di due anni di ignorare come funziona la comunicazione tra regia e studio, deve essere di grande soddisfazione.

D’altro canto il suddetto conduttore era reduce da una “polemicuccia” con il suo datore di lavoro Campo dall’Orto che lo ha cacciato tramite agenzia giornalistica, questo ci porta a pensare che forse fosse comprensibilmente nervoso.
Occorrerebbe pensare anche quanto sono nervosi i 40 dipendenti RAI che vedono mandare all’aria un prezioso lavoro costruito nel silenzio e nel buio del dietro le quinte. E quanto sono nervosi anche quei cittadini che pagano il canone e che alla fine di simili trasmissioni spegnendo la TV dicono: “anche oggi è finita in burletta…e noi paghiamo!”

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