CAMBIAMENTO?

Un anno fa, nominati dal Governo GialloVerde, varcarono la soglia di Viale Mazzini per realizzare la RAI del “cambiamento”. Un anno dopo e il “cambiamento” è sotto gli occhi di tutti. Alcuni membri del Cda hanno prima moltiplicato le loro cariche in società del gruppo RAI o a rischio di conflitto di interesse con il gruppo RAI, poi i Consiglieri, tranne Laganà e Borioni, si sono concessi un bonus per la partecipazione a dei cosidétti “comitati di lavoro” di approfondimento su temi legati al servizio pubblico. Infine è iniziato il balletto delle nomine, più che altro un ballo di gruppo, al ritmo di spartizioni e appartenenze politiche, come la stampa nazionale non si stanca mai di sottolineare.

Effettivamente il “cambiamento” ha portato con i vecchi metodi a tanti nomi nuovi ma ha anche ripescato i trombati di ieri, in attesa come al solito di prepararli a diventare i trombati di domani. A dire il vero non sono mancate le novità, ora i dipendenti sono retribuiti anche con buoni benzina, abbiamo finalmente un piano industriale che sulla carta è il più bello del mondo ma nella pratica rischia di diventare il meno applicato dell’universo, una zona di smistamento rifiuti urbani si sta aprendo alle porte di Saxa Rubra senza che la RAI abbia preteso la tutela della salute dei dipendenti che tutto sommato è già messa a dura prova nelle mense aziendali. Centri di produzione tecnologicamente arretrati e sottoutilizzati, palazzi pieni di amianto in cui si attardano le bonifiche, formazione, pianificazione, etica parole vuote di contenuti. Adesso si apre il capitolo dei palinsesti, vecchie e nuove trasmissioni qualche conduttore entra in campo e qualcuno va negli spogliatoi ma l’erba su cui si gioca la partita è la stessa di sempre, società esterne di produzione , miriadi di autorucoli da sbarco, frotte di costosissimi registi esterni e appalti e ancora appalti farciti con appalti. Ecco la RAI del “cambiamento”, del cambiaNiente o meglio ancora del “COME PRIMA E PIÙ DI PRIMA”.

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