BUON 2018 ? (Dipende solo da noi)

2018

 

 

Negli ultimi giorni dell’anno si è consumato l’ennesimo oltraggio ai diritti dei lavoratori RAI. Al capezzale del contratto i sindacati accorsi hanno rinunciato a praticare cure utili a riportarlo in vita. Dopo una serie di incontri palliativi le tre sigle confederali, sotto lo sguardo impotente delle altre tre, hanno contribuito attivamente a staccare la spina ad un contratto ormai clinicamente morto da 48 mesi e che non sarà rinnovato per molto altro tempo.

Nulla ha potuto il Codice etico dell’azienda RAI, codice che sulla carta parla di dignità e rispetto per le figure professionali ma che in realtà è solo uno strumento disciplinare per tenere a bada i lavoratori troppo vitali.
Il 2017 termina dunque senza certezze per il futuro professionale e lavorativo di circa 11.000 dipendenti RAI.

Uno alla volta si tolgono tutti i mattoncini che tengono in piedi l’azienda, viene incentivato il personale più esperto a lasciare l’azienda senza preventivamente affiancare nuove professionalità per la sostituzione dei ruoli. 
Ci risulta, a tal proposito, che l’ azienda abbia proposto di tentare nuovamente un accordo con i sindacati sull’incentivazione agli esodi ma alcuni sindacati pare abbiano rifiutato tale proposta e che l’ azienda abbia di conseguenza fatto da sola.
Lasciare le incentivazioni totalmente nelle mani aziendali secondo noi è un gravissimo errore perché sarà molto difficile controllare che fine faranno i soldi che si risparmieranno strutturalmente e non si potranno contrattare i reintegri e le assunzioni estremamente necessari in questo momento. Bisogna riflettere sul fatto che i soldi per mandare via le persone si trovano sempre ma non ci sono mai quelli per tenerle.

Sindacato e Azienda sono da ritenersi RESPONSABILI in solido di un disastro aziendale annunciato. Praticano e tollerano un mercato iper aggressivo degli appalti che elimina inesorabilmente ogni segno vitale del Servizio Pubblico.

I lavoratori sono divisi tra coloro che frustrati e rassegnati subiscono in silenzio, assistono impotenti e coloro che raccolgono le ultime briciole di un lauto pasto ormai concluso.

Le sigle confederali si vantano ogni giorno che hanno ottenuto la maggioranza…per fare cosa di grazia? Per spartire solite marchette e questioni di sigla? Per spostare questo o quell’iscritto da un reparto ad un altro? Iscritto che poi termina di fare attività sindacale e di esporsi con buona pace dell’onestà intellettuale e della serietà che non alberga più in alcuni sindacati?

Neanche la maggioranza bulgara ha permesso di ottenere un il rinnovo del contratto. 
Il punto di non ritorno è quasi raggiunto, punto in cui l’azienda non sarà più in grado di produrre internamente la benché minima trasmissione.

Invitiamo tutti i lavoratori e tutti i soggetti istituzionali Rai a prendere coscienza ed a cambiare atteggiamento prima che sia troppo tardi.

Alla fine dell’anno si buttano di sotto le cose vecchie…ecco mettiamoci tutti in fila NESSUNO ESCLUSO!!

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