BANCA RAI S.P.M.

RAISPMM
Diamo il benvenuto ai nuovi Direttori di rete ed ai nuovi dirigenti. A breve avrete modo di scoprire che la RAI funziona esattamente come una banca. Si avete letto bene, come una banca, poiché custodisce nel suo caveau preziosi valori. Valori come la libera informazione, la divulgazione scientifica e culturale, l’intrattenimento e fornisce un importante visione della società italiana e del mondo. Custodisce inoltre anche il denaro proveniente dal canone, che le permette di funzionare e di sostenere i costi di produzione. Bisognerebbe ribattezzarla Banca RAI Servizio Pubblico Multimediale. Tutti i valori che custodisce non le appartengono come non appartengono al Parlamento, al Governo, alla politica o al Direttore generale ne ai Direttori di rete e ai Dirigenti. Tali valori appartengono ai cittadini che attraverso il canone la finanziano e questo non andrebbe mai dimenticato. Il canone e tutti gli altri valori fanno gola a molti soggetti, che sono pronti ad entrare con l’astuzia o con la forza nella RAI per appropriarsene.

Questi soggetti sono i dipendenti quando non svolgono adeguatamente il loro lavoro, sono le società di produzione esterne quando inutili, sono gli amici di amici che lavorano come autori, registi,scenografi etc, sono gli agenti delle star quando spadroneggiano o gli appaltatori di merci e servizi se non necessari, ma sono soprattutto tutti coloro che con le loro scelte gestionali rendono queste cose possibili. In RAI come in ogni Banca che subisce una “rapina” ci sono anche degli ostaggi. Sono in ostaggio tutti quei giornalisti RAI a cui non è permesso di fare informazione e anche tutti quei professionisti a cui non è permesso di fare il proprio lavoro, con il preciso obiettivo di agevolare i male intenzionati. Qui siamo in molti, costretti in un angolo, seduti per terra e con le mani legate e vi vediamo avvicinare verso di noi.

Non sappiamo se come noi sarete ostaggi, “rapinatori” o i nostri tanto agognati liberatori. La scelta è tutta vostra ! Mentre entrate vi invitiamo a guardarvi intorno, riflettere e poi a scegliere. Se liberate i lavoratori RAI e permettete loro di fare il proprio lavoro non salvate solo noi ma mettete al sicuro i preziosi valori custoditi dalla RAI. Non rendetevi corresponsabili di loschi affari e non sentitevi a vostra volta ostaggi. Speriamo voi siate come noi immuni dalla Sindrome di Stoccolma che rende gli ostaggi psicologicamente dipendenti dai loro aguzzini.

SENTITEVI LIBERI DI FARE LA COSA GIUSTA SENTITEVI IN DOVERE DI LAVORARE PER IL BENE COMUNE

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