LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI

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Caro Presidente Renzi, abbiamo sentito il servizio dei nostri TG che dava notizia del suo intervento al Festival dell’economia in quel di Trento, dove è stato intervistato da Enrico Mentana (quel Mentana parente molto prossimo di quello che negli anni ’80 fu assunto in Rai in quota socialista al TG2 e che fece una fulminea carriera fino a diventare vicedirettore del suddetto TG, sotto l’ala protettiva dell’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi). Siamo rimasti colpiti dalla durezza delle sue parole e quindi ci sono venute in mente queste considerazioni che vorremmo sottoporre a lei e anche ai cittadini che avranno la compiacenza di leggere.

Innanzitutto vorremmo rappresentarle che tra i circa 11.000 operai e impiegati Rai ( perchè , se non lo dovesse sapere, noi operai e impiegati abbiamo un contratto collettivo di lavoro che è ben distinto da quello che hanno i giornalisti e da quello che hanno i dirigenti!) ci sono molti di quelli che hanno incominciato a percepire il cosiddetto “bonus” di 80 euro e ce ne sono parecchi di quelli che, come dice lei, stanno stringendo la cinghia per arrivare a condurre la famiglia alla fine del mese (colleghi che hanno avuto mesi fa una stabilizzazione del loro rapporto di lavoro dopo anche 20 anni di precariato, arrivando a prendere uno stipendio che è spesso poco più di quello che prende un impiegato o operaio appena assunto).

Non ci addentriamo sulla questione della incostituzionalità o meno della richiesta del contributo di 150 milioni di euro che è stato richiesto alla Rai (anche se da alcuni stimati cultori del Diritto Costituzionale è stato dato parere favorevole sulla predetta incostituzionalità, almeno in costanza delle leggi che regolano la convenzione Stato – Rai), ma vorremmo invece appuntarci sulla sua insistenza nel voler spingere l’azienda a reperire questa cifra con la vendita di quote di RaiWay. Obbligarne a vendere delle quote in questa maniera, è piuttosto uno “svenderne” le quote, dato che il suo valore automaticamente sarà deprezzato: una cosa è vendere per libera scelta e allora si cercherà di spuntare il miglior prezzo possibile; un’altra è dover vendere per una sorta d’imposizione e quindi il prezzo verrà subìto, sarà il compratore che imporrà il prezzo che crederà meglio! Ma RaiWay è , dato che il Ministero del Tesoro è proprietaria della Rai, un bene dello Stato e quindi in questa maniera si fa un danno a tutti i cittadini. Inoltre la cessione a privati di una quota della nostra rete di trasmissione potrebbe, come paventano molti e secondo comunicazioni della Commissione Europea in tema di servizi pubblici, rendere complicatissimo il rinnovo della Concessione del Servizio Pubblico alla Rai, dato che senza l’integrità statale dell’emittente di servizio pubblico potrebbe essere necessaria una gara europea per assegnare tale concessione; e questa mossa quindi potrebbe tradursi in uno smantellamento nei fatti della Rai da quì al 2016. Invece noi saremmo felici se sapessimo che lei fosse al nostro fianco (parlo sempre come appartenente agli operai e agli impiegati Rai) nel chiedere un superamento della Legge che regola il Servizio Pubblico Radiotelevisivo e il Testo Unico delle Comunicazioni, ( la famigerata Legge Gasparri), per fare in modo di tenere sufficientemente lontani partiti e i loro “appetiti” dall’Azienda e diciamo sufficientemente perchè siamo ben consci tutti che non si potrà mai tenerla lontana del tutto (forse non lo sa ma si vocifera già nei corridoi del palazzo di viale Mazzini che quel tale dirigente che in poco tempo ha ottenuto incarichi rilevanti in Azienda è, sin da ragazzo, un suo caro amico o che quel tal’altro conduttore che ha raggiunto il programma pomeridiano della nostra rete ammiraglia è molto vicino a persone del suo entourage!).

Saremmo felici di sapere che lei è con noi per fare in modo di avere un nuovo modo di determinare la governance della Rai, in maniera tale di avere amministratori che pensino davvero al bene dell’Azienda e che cerchino di dare indirizzi precisi ai vari dirigenti, soprattutto a quelli che si occupano di programmi, sia televisivi che radiofonici, per realizzare prodotti di eccellenza, che possano coniugare gradimento e qualità e che ci facciano tornare orgogliosi di lavorare per tali programmi.

Saremmo felici se sapessimo che lei è dalla nostra parte nella lotta al cattivo utilizzo delle nostre risorse economiche, cattivo utilizzo che si sostanzia nel pagare compensi , quelli sì indecenti, a figure professionali esterne all’azienda, quando internamente, al semplice costo di un normalissimo stipendio, ci sono decine di dipendenti ugualmente professionali che potrebbero svolgere i medesimi compiti ( e non ci riferiamo ai più noti conduttori, che spesso, ma non sempre, sono il valore aggiunto di una trasmissione, ma a autori, collaboratori, consulenti, registi, scenografi); cattivo utilizzo che si materializza quando si stipulano ancora contratti di centinai di migliaia di euro ad ex dipendenti pensionati o a collaboratori tra i 70 anni e gli 80 anni che non hanno più nulla da dire, quando, se non si vuole risparmiarle del tutto, quelle risorse, sarebbero sufficienti a dar lavoro ad almeno una ventina di giovani professionisti del settore; cattivo utilizzo che si concretizza altresì nell’appaltare alle solite società esterne all’Azienda la realizzazione di programmi o di fiction, quando anche in questo caso, avremmo tutte le competenze e le capacità interne per realizzarle. E questi costi ammontano alla modica cifra di 1 miliardo e 300 milioni!!

Saremmo felici sapere che lei sia a favore di una riforma della riscossione del canone per fare in modo che quei 16 milioni di italiani che lo pagano non si sentano i soliti fessi; perchè se si pagasse tutti, si potrebbe anche pensare ad una riduzione del canone e questa sì che sarebbe una maniera per dare qualcosa a tutti i cittadini o almeno a quei 16 milioni di italiani onesti che lo pagano, facendoli pagare meno! Ecco Presidente vedrebbe parecchi di noi dalla sua parte se si partisse dalle cose che abbiamo appena accennato, perchè altre cose forse si possono fare per far tornare ad essere la RAI la BBC italiana. Lei dice che se avessimo scioperato prima delle elezioni lei avrebbe avuto il 42,8 % di voti; crediamo che se lei ci aiutasse davvero a fare quello che abbiamo quì accennato può arrivare anche al 50%!!

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1 Response

  1. Sciora scrive:

    commento di prova

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