Ancora una lettera aperta all’AD RAI Antonio Campo dall’Orto.

04/07/2012 Milano, summit Internazionale Upa, nella foto Antonio Campo Dall'Orto Vicepresidente Viacom

04/07/2012 Milano, summit Internazionale Upa, nella foto Antonio Campo Dall’Orto Vicepresidente Viacom

Lettera aperta all’ AD Campo dall’Orto

Per aiutarla a capire…

Come spesso accade, come in sorta di malsana abitudine, è passato sotto tono un gravissimo caso di disinformazione della nostra TV Pubblica.
Ci riferiamo alla leggerezza e forse all’ignoranza in politica estera nel contenitore pomeridiano di Rai 3, Alle falde del Kilimangiaro. E’ stata una onlus, la UIKI, a denunciarne la gravità indirizzando la protesta formale alla Presidente Maggioni e alla Direttrice di RAI TRE Daria Bignardi.

La conduttrice del programma e un’ospite, parlavano di donne dell’Isis usando parole e immagini in modo confuso e lesivo, “ in particolare associando a questo argomento foto e immagini dell’attività’ di difesa, di territori e popolazioni, da parte delle donne curde combattenti in Rojava (nord della Siria) proprio contro le milizie del Daesh. Confondendo temi e contenuti e provocando, altresì, un grave danno sul reale svolgimento delle azioni perseguite da più di due anni dalle combattenti curde dell’ Ypj (unita’ di difesa delle donne) in Rojava, in ossequio alle direttive di Usa, Russia e UE”.
Ignoranza? Superficialità? Qualunquismo? O dolo?
Forse un po’ di tutto questo.
Un fatto inaccettabile per il servizio pubblico. Come lo sarebbe stato in un’aula universitaria o scolastica.

Perché ci torniamo su? Perché tante cose distorte passano con altrettanta superficialità nelle ore di programmazione e non si possono aspettare le reazioni delle associazioni o dei cittadini per poi forse parlarne.
Anche perché nelle mail o nel tweet che oramai arrivano a valanga in diretta o subito a ridosso delle trasmissioni, spesso gli errori grandi e piccoli vengono segnalati.

Ma è anche vero che tutta questa apertura, che un tempo si sarebbe chiamata “confronto democratico”. Non viene usata come si dovrebbe né per raccogliere le osservazioni di chi ci paga il canone e nemmeno quando si lascia spazio, con la scusa del tele voto o dei messaggini di capodanno in diretta, a nefandezze di ogni tipo.

Chi li riceve? Chi li valuta? Chi trascrive i contenuti?

A noi risultano sempre di meno nelle redazioni assistenti ai programmi e programmisti registi (quelli che hanno il codice etico stampato nel DNA o le leggi dalla 231 ai corsi sulla sicurezza. e conoscenza dell’azienda…). Ci chiediamo quindi a chi affidiamo questi servizi?

Intanto, tornando al caso che abbiamo portato a inizio di questa ennesima Lettera Aperta, si dirà che il programma ha poi effettuato la doverosa rettifica, ma siamo sicuri che basti?
Purtroppo l’errore nel sistema informativo e di intrattenimento televisivo è spesso senza riparo. La televisione non è una pagina scritta di giornale (che tra l’altro pochi leggono risulta dalle statistiche) alla quale si può in seguito trovare spazi di rettifica o di bilanciamento.
La TV, la radio, sono flussi continui che prevedono da una parte e dall’altra persone diverse. Quindi dovrebbero essere usati, con grande attenzione e senso di responsabilità.

Allora emerge il problema della leggerezza con cui si mettono in onda alcuni programmi, nonostante staff corposi di autori, consulenti, collaboratori, dirigenti che si mettono in gioco.
Come può succedere che si assista all’arruolamento di un tale costoso esercito per poi avere tali deprimenti risultati?

Mancanza di selezione della classe dirigente, problema atavico di questo Paese, oppure colpa grave e dolosa nella scelta di essi?

Vorremmo proporre uno sguardo un po’ più vigile e attento ai contenuti, alle forme. Una discussione più democratica (tra chi lavora e chi dovrebbe dirigere) e capace di confronto.
Nel contempo invitiamo le strutture editoriali a riflettere sullo sconfinamento dei “contenitori” in ambiti delicati sia dal punto di vista politico che sociale. L’intrattenimento per ampie fasce di pubblico deve essere curato con grande attenzione. Per tutti. E nel servizio pubblico anche di più.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *