ADN KRONOS su perquisizione GdF in RAI.

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Roma, 25 ott. (AdnKronos)

L’Associazione Rai Bene Comune, quella da cui è partito l’esposto che spiega la presenza della Guardia di Finanza oggi in Viale Mazzini, ricostruisce le tappe dell’esposto in questione. Si tratta di un esposto chiarisce il direttivo dell’associazione, ‘nato’ all’indomani di alcune “interrogazioni parlamentari dei componenti della commissione di Vigilanza Rai e del corso anticorruzione fatta fare dalla stessa Rai a tutti i dipendenti per istruirli e sensibilizzarli al tema, stimolandoli a osservare con attenzione e segnalare elementi ipotetici di corruzione”.

Assicurando in premessa che l’associazione è “distante dalle dinamiche politiche” e interessata solo alla “corretta e trasparente gestione aziendale a tutela del cittadino che paga il canone, senza alcun accanimento contro la Presidente RAI Monica Maggioni”. Il primo pezzo dell’esposto venne presentato dall’Associazione Rai Bene Comune (che si avvale dell’assistenza tecnico-legale dell’avvocato Vincenzo Iacovino) per comprendere se il compenso di Monica Maggioni in qualità di direttore di Rainews fosse andato a sommarsi a quello percepito in qualità di presidente come risultava all’associazione.

Il secondo pezzo venne presentato dopo l’interrogazione del presidente della commissione Parlamentare di Vigilanza Rai Roberto Fico e della deputata dell’M5S Mirella Liuzzi all’Azienda Rai. Una interrogazione volta a capire per quale ragione i viaggi fatti da Monica Maggioni, per presentare fra il 2013 e il 2015 (quando ricopriva il ruolo di direttore di Rainews) il proprio libro, ‘Terrore mediatico’, prodotto e distribuito da una casa editrice privata’, fossero stati pagati dalla Rai.
(segue)

Il terzo pezzo, contenuto in una recentissima integrazione, ha invece un’altra finalità: chiedere di indagare su un presunto affidamento diretto di servizi svolti da alcune ditte per realizzare servizi web per il sito di Rainwes e per l’informatizzazione di Rainews. Il punto, in sostanza, è capire quale sia stato il criterio seguito e perché non sia stata fatta una gara canonica
L’associazione Rai Bene Comune ha preso il via dalla bacheca facebook ‘Indignerai’. Da lì si è sviluppata l’idea di creare l’associazione Rai Bene Comune, costituita da dipendenti Rai, da utenti cittadini e più in generale dagli “amici del servizio pubblico RAI”.
“Nessun accanimento”, quindi, tiene a sottolineare il presidente dell’associazione Laganà, contro la presidente Maggioni, ma solo la volontà di “tutelare il servizio pubblico e gli utenti, perché se la Rai dovesse andare a rotoli ci sono di mezzo posti di lavoro e soldi dei cittadini spesi in maniere secondo noi poco trasparente”.
L’Associazione Rai Bene Comune ha presentato altri esposti su temi di appalti, contratti esterni e consulenze, sia agli organismi competenti, sia alla stessa azienda, senza mai ricevere risposte.
Se la procura ha inteso agire per l’esposto sui viaggi e appalti relativi a RAI NEWS noi assisteremo al percorso legale nella speranza venga fatta chiarezza per il bene della RAI SERVIZIO PUBBLICO.

RAI BENE COMUNE chiede, insomma “trasparenza e tutela delle risorse economiche derivate dal canone come merita una grande azienda concessionaria del servizio pubblico”.

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