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MAIL INVIATA AL DG ANTONIO CAMPO DALL’ORTO IL GIORNO 5 SETTEMBRE 2016.

NON ABBIAMO RICEVUTO NESSUNA RISPOSTA.

RAI OPACA…MOLTO OPACA.

Egregio Direttore Generale e Amministratore Delegato della RAI Radiotelevisione Italiana Antonio Campo dall’Orto.

Le scriviamo per chiederle di spiegarci ciò che da lavoratori Rai ci risulta poco chiaro.
Vorremmo capire come mai negli studi televisivi si debbano vedere ancora le cosiddette “Fly Case” (contenitori tecnici per dispositivi audio/video/luci ) della famigerata ditta D&D dell’inquisito David Biancifiori nelle indagini di “Mafia Capitale”. A nostro avviso la ditta non dovrebbe in alcun modo più avere a che fare con la RAI dopo le vicende giudiziarie che stanno interessando anche alcuni dipendenti RAI, probabilmente coinvolti in vicende molto più grandi di loro. Temiamo che certe situazioni corruttive escano dalla porta e rientrino dalle finestre magari grazie a dei candidi presta nomi inseriti nell’elenco fornitori.

Le chiediamo ancora una volta trasparenza sulle acquisizioni e sugli appalti, ma anche sugli eventuali subappalti che probabilmente trovano ancora ampia ospitalità nella nostra azienda RAI. Ci sembra che nulla stia cambiando nonostante il piano anti corruzione approvato e fatto conoscere a tutti i dipendenti tramite un interessante e obbligatorio corso di formazione in merito.

Assistiamo quotidianamente alle precarie condizioni tecnico lavorative con cui si produce in Rai: vecchie regie in standard definition mentre il resto del mondo produce in 4k, materiale tecnico vetusto e mal funzionante, difficoltà nel reperire ricambi e chiusura di interi reparti di assistenza tecnica. Risorse professionali buttate nella tazza del bagno nonostante l’enorme esperienza accumulata negli anni di lavoro.
Si esternalizza, si chiude, non s’investe. E’ come se la Ferrari investisse solo sui piloti e non sul motore. Spendete soldi per dirigenti esterni e registi ultra pagati ma il “core” professionale e tecnologico non riceve risorse nemmeno per cambiare un fusibile.

La media company che lei sta realizzando non può basarsi sull’estetica di una parola inglese, sull’immagine e sullo slogan. Converrà con noi che occorre ottimizzare la struttura tecnica, organizzativa e professionale per produrre sempre più internamente programmi di qualità. Gli studi di produzione non aspettano altro che rinnovarsi per efficientare e modernizzare la loro produzione. Tutto all’insegna di quello che ci auguriamo essere il nuovo corso che ci piace chiamare SERVIZIO PUBBLICO MULTIMEDIALE.

Attendiamo fiduciosi una concreta risposta.

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